H O M E P A G E

Un mitra nel carrello della spesa

Il nostro è un viaggio che se non attraversa il paese da costa a costa, comunque ne percorre un buon tratto. La prima tappa è Chicago, una metropoli con uno skyline - come chiamano da queste parti il centro cittadino con tutti i suoi grattacieli di acciaio e cristallo - che fa a gara con quello di New York, quanto a imponenza. Affacciata sul lago Michigan, una distesa d'acqua dalle dimensioni impressionanti, Chicago vanta un clima davvero poco invidiabile: caldo afoso d'estate e freddo polare d'inverno. Una bella città, non c'è che dire, ma ce la mettiamo alle spalle in men che non si dica e, blues o on blues, non ci pentiamo di averlo fatto. D'altra parte, la nostra prima vera meta è l'area rurale che sta intorno al centro universitario di Champagne-Urbana, sede del prestigioso ateneo della University of Illinois. Lo scorso anno, la squadra dei "Fighting Illini" si è fatta uccellare nella finale del campionato universitario di basket dai rivali storici di Michigan State, quando il pronostico la dava vincente, a meno di eventi cataclismatici. Di scosse telluriche, inondazioni e uragani non ce ne sono stati, ma il titolo è andato ai rivali.
Però, noi non siamo qui per consolare i tifosi né per intervistare i protagonisti dell'infausta finale, bensì per conoscere meglio il tessuto socio-culturale della provincia rurale. Siamo nel Midwest, nel pieno della cosiddetta corn-belt, che qualcun altro chiama bible-belt. Chilometri e chilometri - anzi miglia e miglia, visto che in America tutto è più grande, a partire dalle unità di misura - di campi coltivati a granturco o soia. A spezzare la monotonia di un paesaggio comunque rilassante e gradevole, di quando in quando si staglia sull'orizzonte il profilo di qualche silos, retaggio ancora una volta del new deal. Da queste parti non sempre gli affari sono andati bene tanto che quando andò in scena il Live Aid, dal palco americano di Philadelphia, un polemico e, secondo alcuni, alticcio Bob Dylan prima di esibirsi ricordò a tutti che non c'era bisogno di andare in Africa per trovare povertà, sottosviluppo e bocche da sfamare ma che sarebbe bastato farsi un giro per i campi del Midwest, flagellato dalla crisi e dall'indebitamento. Le cose non stanno andando tanto bene neppure oggi ma gli americani sono gente coriacea e sempre piena di speranza. La provvidenza divina farà il resto. E i predicatori non mancano certo. A loro spetta il compito di ricordarlo ai fedeli. Praticamente a tutti. Da queste parti essere cristiani va molto di moda e dichiarare di esserlo è fondamentale per chi intenda occupare una carica politica. Gli esempi altisonanti, purtroppo, non mancano ma non è questo il momento di fare discorsi politici. Comunque, senza il voto dei cristiani si può al massimo aspirare alla carica di gestore di un cinema a luci rosse. Ancora una volta, per banale che possa essere, va fatta una considerazione: l'America è la stessa di sempre e, come dai gironi degli sbarchi dei primi coloni, questo paese ti accoglie con grande profusione di bibbie, torte di mele e armi da fuoco. Di chiese di confessioni sconosciute ne ho viste a bizzeffe, di accoglienti diner ne ho frequentati vari. Nei prossimi giorni verificherò se davvero nella catena di ipermercati Walmart c'è un banco presso cui, a detta di Michael Moore, si possono comprare armi da fuoco. Ve la immaginate una famigliola che se ne esca da un Walmart con il carrello della spesa stracolmo di bottiglie di Pepsi rigorosamente "Diet", di masserizie varie e soprattutto ipercaloriche, di pistole giocattolo per il figliolo e M-16 per il paparino? Io faccio un po' fatica a immaginarmela.
Ma l'America è anche questo: in fondo, fin dai giorni dei Padri Pellegrini sbarcati sulle coste della Virginia a bordo del Mayflower, l'immagine che meglio rappresenta questo straordinario paese è quella che contrappone Bibbia e Winchester. Contrappone? Macché, armonizza! Siccome, però, obiettivo del nostro viaggio non è una breve esplorazione delle pieghe del misticismo a stelle e strisce, bensì un'immersione nella natura degli Stati Uniti, dopo esserci fatta un'idea delle sconfinate campagne dell'Illinois - in realtà molto meno monotone di quanto pensassi - prendiamo un volo interno e ci trasferiamo a Denver, Colorado, da dove riprenderò il racconto. E scusate il salto. Che sia il fuso orario?

U.S.A. & GETTA di Seba Pezzani

  Il rap dei Navajos
  Rocce rosse e oche moleste


V i a g g i | K u r d i s t a n | F o t o I t a l i a | P r o v e r b i | R a c c o n t i
C i n e m a & v i a g g i | L i n k s | F i d e n z a & S a l s o | P o e s i e v i a g g i a n t i
B a n c o n o t e | M u r a l e s & G r a f f i t i | L i b r i O n l i n e | P r e s e n t a z i o n e
H O M E P A G E

English HomePage

scrivi


Creative Commons License
Questa opera è pubblicata sotto una Licenza Creative Commons
1998 - 2017 Marco Cavallini


ultimo aggiornamento 26/12/2016