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Trash e trash


Ma no, il teletrasporto non c'è. C'è lo Shuttle, che sta attraversando momenti difficili e, è ormai questione di giorni, ci sarà il super-jumbo, o qualcosa del genere, un mastodonte che sarà in grado di trasportare quasi mille passeggeri alla volta. Però il teletrasporto non c'è ancora e questa è una vera disdetta. Anche perché il volo è strapieno e non è mai gradevole affrontare un viaggio aereo della durata di una decina di ore quando non c'è spazio di movimento, nel senso che si deve fare la fila per andare in bagno. Immaginate il terrore se vi dovesse scappare…
Se non fossero bastate la levataccia e la prospettiva del lungo volo, un tizio che ha una chitarra a tracolla - che io fingo di non notare - mi adocchia all'imbarco con la mia chitarra e mi avvicina. Mi fanno sempre paura i musicisti in cerca di complici. Mi fanno più paura loro di un talebano che cerchi di mischiarsi tra la folla. In fondo, è un rischio molto meno probabile. Fortuna che siamo seduti in due punti lontani del 747 e che si tratta, per l'appunto, di un aereo molto grande perché, altrimenti, lo avrei strangolato. Un ingegnere elettronico con la passione per la musica è un po' come un cacciatore che tenga un cerbiatto come animale da compagnia: una contaminazione pericolosissima. Dalla pesantezza di quest'uomo, penso che una volta alla settimana si unisca a un circolo di appassionati di cinema e si riguardi "La corazzata Potemkin" o, nel migliore dei casi, un film a scelta di Michelangelo Antonioni per la duemillesima volta. Quando il secondo aereo del giorno decolla dall'aeroporto internazionale di Washington DUlles, mi sento davvero lontano dagli USA, a dispetto del film che ci intratterrà per una parte del volo. Sento la nostalgia. Non so bene se dell'America o dell'Italia. D'altro canto, a dispetto di trattati e leggi internazionali, l'aria mi pare proprio che non appartenga a nessuno, che sia una specie di territorio ideale sopranazionale. Annacquo la malinconia con un'ultima incursione nella cultura pop - secondo alcuni trash - a stelle e strisce: un Canada Dry, cioè un ginger-ale. D'ora in poi, almeno per un po' di tempo, dovrò accontentarmi del trash italiano oppure di quello americano di seconda mano. Vorrà dire che mi berrò una bella Coca-Cola ghiacciata davanti alla TV, mentre scorrono le immagini di un match dell'NBA oppure di un bel film western d'annata. In mancanza del teletrasporto, naturalmente.

U.S.A. & GETTA di Seba Pezzani

  Antichità, suicidi e teletrasporto


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ultimo aggiornamento 26/12/2016