H O M E P A G E

Una frontiera a sorpresa

1996 Vietnam del Nord

Con due jeep stavamo gironzolando su strade sterrate tra le colline del nord Vietnam alla ricerca di villaggi in cui vivevano le bellissime, ospitali, matriarcali e ancora pochissimo visitate trib¨ vietnamite di montagna, in maggioranza Hmong ma non solo.
Non esistevano ancora le fotocamere digitali e avevo con me una Polaroid con cui avevo fatto felici un sacco di donne che per la prima volta avevano avuto la possibilitÓ di vedere una stampa con la loro immagine e di farla ammirare vanitosette alle altre donne del villaggio.
Cercavamo un villaggio Dzao giÓ da un'oretta quando l'autista mi avvis˛ che mancavano 5 chilometri alla frontiera Laos-Vietnam, per lui decisamente molto pericolosa e assolutamente da evitare. Gli proposi subito di abbandonare la nostra ricerca ma lui gentilissimo mi disse che voleva proseguire ancora per qualche chilometro. Girammo una curva ed ecco a sorpresa la frontiera, decisamente in anticipo!!
L'autista si ferm˛ , impallidý e si irrigidý con un'espressione facciale raffigurante il puro terrore!
Esco veloce dall'auto , ordino agli altri di non muoversi e di non uscire per nessun motivo dalle auto. E mentre sei militari mi corrono incontro puntando il fucile, accendo una sigaretta ed esibisco il mio miglior sorriso "Do you like cigarettes?". E i 6 militari continuano a puntarmi il fucile ma con il sorriso e la sigaretta accesa in bocca!
Chiedo almeno di abbassare i fucili, e intanto arriva il Capitano e mi chiede dove voglio andare perchŔ la frontiera Ŕ chiusa e "per andare in Laos devo tornare ad Hanoi e prendere l'aereo!". Malgrado le mie spiegazioni e le mie sigarette me lo ripeterÓ altre quattro volte.
Altro giro di paglie per i soldati e posso tornare alla jeep ma il Capitano mi richiama indietro "Ehi Italien!" e per la sesta volta mi ripete che "per andare in Laos devo tornare ad Hanoi e prendere l'aereo!"
Finalmente torno alla jeep, sempre con meno sigarette mentre tutti i soldati sorridenti e senza puntare il fucile mi salutano.
Ripartiamo e dopo circa 10 chilometri l'autista riprenderÓ un minimo di colorito e ritroverÓ la parola. Mi regalerÓ una grappa al cobra e ammetterÓ di aver perso almeno un anno di vita (mica me n'ero accorto!!!) .
E ancora mi chiedo se esisterÓ 'sto villaggio Dzao in territorio vietnamita.
E negli anni successivi sono andato pi¨ volte in Laos, ma mai passando da quella frontiera ... vuoi mai che ritrovassi il solito Capitano a ripetermi il ritornello per la settima volta!!!

Marco Cavallini


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ultimo aggiornamento 26/12/2016