H O M E P A G E

... ancora in India centrale

Arrivo a Dehli
E' un momento di stanchezza ma un viaggio in India è sempre il benvenuto. Sul volo Istanbul - Dehli mi viene chiesto di cambiare posto e cosi conosco una interessante signora lituana diretta in Bhutan, nel frattempo le cambierò il futuro itinerario in Myanmar. Arrivo a Dehli e a sorpresa supero velocemente le pratiche doganali , mi fumo due sigarette e con tutto il gruppo vado a fare colazione prima di un giro a piedi del centro, il primo impatto indiano. Al forte rosso stanno girando un classico film bollywoodiano e cerchiamo di non interrompere le scene cosi ripieghiamo in un folkloristico e deserto luna park indiano. Jama Mashid è sempre bellissima, la moschea più bella di Dehli, si paga solo se si scattano foto e cosi è. La prima bambina che mi chiede l'elemosina e riesco a farla ridere gratis, due bambini piccolissimi mangiano nudi dentro una pozzanghera, una scimmia corre sui fili, le barbe sono rosse, i trasporti anche a piedi sono sempre eccezionali. I sikh ci invitano in un loro tempio poi giriamo nel verde memorial di Gandhi prima di visitare l'immensa tomba di Hamayun di poco prrecedente al grande Taj Mahal. Siamo stanchi per la notte senza dormire e mi devo anche cimentare in una distruttiva trattativa con un impiegato indiano ... sicuramente ho perso! Pollo tandori e naan una cena sicura. Bentornato nell'incredible India!

Sulla strada per Agra
Dopo il faticosissimo primo giorno ci si comincia a riprendere anche grazie ad un bus comodo dove riposare. Strade belle e poco trafficate, un'altra India rispetto ai miei ricordi. La prima sosta a Vrindavan ci consente di entrare un po' nello spirito indiano, è la città natale di Krisna. Soliti accattoni , qualche sadhu, puja privata per un ricco, tanti hare khrisna e mille strani odori. I miei compagni di viaggio mangiano molto. Alla spettacolare città abbandonata di Fathepur Sikri ritrovo la pesantezza delle mille guide che abbindolano i turisti, dei tanti pretesti per guadagnare qualche rupua ma anche la meraviglia di un luogo fantastico, il primo approccio con le costruzioni moghul. E che dire della favolosa Jama Mashid, la grande moschea sempre piena di fedeli che girano attorno alla tomba del santone legando spaghi rossi e gialli per esprimere un desiderio. Grandi occhi neri mi fissano all'entrata e ricambio con un sorriso e si comincia a giocare, io e una stupenda bambina, un'ora di scherzi poi quando mi vede frugare in tasca mi chiede di comprarle qualcosa ma assolutamente di non darle soldi per niente e cosiì le compro senza contrattare una specie di maracas artigianale insieme a qualche scatto fotografico e al suo gran sorriso come saluto finale. L'entrata in Agra è in mezzo ad un traffico indescrivibile, si avanza di un centimetro alla volta, nma non è un modo di dire. Per cena andiamo a Sheroes Hangout, il locale gestito da ragazze rovinate con l'acido e che portano avanti la campagna "StopAcidsAttack", si mangia molto bene ma soprattutto è una grande esperienza di umanità. Rientriamo in hotel facendo le corse con i tuc-tuc. E' sempre incredible India ma è progredita tantissimo in questi ultimi anni, come pulizia e come apparenza, vedremo nei prossimi giorni!

Da Agra ad Orccha verso Khajurao
Agra è fondamentalmente Il Taj Mahal una delle meraviglie del mondo con un'organizzazione scabrosa, ma la sua bellezza fa perdonare la lunga fila e i controlli farlocchi all'entrata. Questa è la zona più turistica poi si entra nel Madya Pradesh con l'entusiasmante castello diGwalior e soprattutto il ptimo incontro con i Sikh, la religione più libera ed aperta, barbe affasinanye e scimitarre come arredo. Le strade peggiornao finche si rariva ad Orccha, ci andai nel 1991 quando ancora era abbandonata ora c'è un paesino e diversi alloggi turistici. All'alba tanta vita sui ghat con le abluzioni e la puja a Durga, una bellissima preghiera con lancio della statua della divinità nel fiume. Alla sera a Khajurao vedremo una grande festa con danze, fuochi e botti sempre in onore di Durga, una delle consorti di Shiva. Ad Orccha faccio amicizia con tanti bambini mentre alla sera in un tempio partecipiamo ad una vitalissima puja a Shiva, tamburi e battiti di mano. L?India comincia ad arrivare prepotente e gentile. affascinante ed esplosiva. Venditori rompicoglioni e gente comune che chiede una foto e vuole solo fare due chiacchiere. Mangio il thali, il piatto tipico vegetariano con riso e tante salse tutte insieme, il piccante ancora non ha colpito. Spazzolini da denti fatti con i bastoncini e denti più bianchi che mai, parliamone! E i falsi santoni che chiedono sempre qualcosa ma che da sempre mi fanno impazzire, fuori come non mai.

Templi erotici e indovini
Passati i primi giorni di viaggio si comincia a entrare piano piano in questo paese dalle mille sfaccettature. Khajurhao deve la sua fama ai templi erotici, dà l'occasione a tanti di sperimentare i massaggi ayurvedici e soprattutto di conoscere un indovino che legge l'aura, esperienza sempre curiosa e simpatica. C'è poco turismo e i venditori locali sono un po' stressanti. Negli ultimi sette anni l'India è cambiata moltissimo più scolarità, pulizia delle strade e in generale si nota meno povertà. Un bel progresso! Secondo me è un viaggio troppo corto ma le solite strane sensazioni indiane stanno cominciando ad arrivare.

Varanasi
Arrivare a Varanasi, una volta detta Benares, c'è voluta una vita un po' per la strada lunghissima un po' per strane deviazioni che ci hanno costretto a vagare in campagna. Ore e ore di viaggio e poi finalmente l'incasinatissima città santa di Varanasi e il modo migliore di visitarla è perdervisi, alla faccia dei turisti che hanno paura di puzze e polvere. Certo non si può non fare un lungo giro in barca sul Ganga all'alba e alla sera per ammirare abluzioni e puje ma camminarci in mezzo e poi perdersi per i vicoletti della città vecchia è l'unico modo per vivere veramente questa incredibile città. Nei templi vanno di moda le rasature a zero cosi come in un tempio a Durga dove partono anche balli sfrenati delle donne con i soliti coloratissimi sari. Tra i vicoli rombano moto e non mancano gli incontri con grosse vacche che dormono in strada fino a incontrare un corteo più che immenso di indu seguaci di un guru. La vita sgorga da ogni angolo.

Da Varanasi a Ujjain, le città sante
Non è la Varanasi che conoscevo ma il fascino è sempre altissimo, vagare per i suoi vicoli con vacche sacre e odori forti è sempre un incaantesimo.In treno  ci trasferiamo a Vidisha. Esperienza già fatta ma sempre interessante poi è la volta delle grotte antiche di Udaigiri e soprattutto della vecchia Sanchi con i suoi stupa immensi e la tanta gente vestita di bianco che prega. La meta più ambita è Ujjain, altra città santa, ghat pieni di gente e puja al tramonto più partecipata e vissuta, i brahmini mi abbracciano prima di far ruotare il fuoco. Mi perdo tra i templi con tanto fuoco, balli e percussioni. Tuc tuc a basso prezzo per rientrare.

Capire l'India
Non è facile, forse è impossibile. Ci si può farne un'idea, andandoci e tornandoci, mettendosi sempre in gioco e in discussione. Abbandonando la propria fretta e le proprie convinzioni, capire i sorrisi di chi non ha niente e fatica in modo disumano solo per mangiare lenticchie, capire chi si inventa qualcosa per arrivare a sera, capire chi si perde nella spiritualità e chi si perde e basta. Tanti ne scrivono, tanti riportano le loro esperienze e le loro conclusioni, tanti ci ritornano, tanti la vedono solo come un film, tanti non vogliono capirla ma vogliono solo raccontarla, tanti invece ci si vogliono confrontare per capire la propria anima trasandata. Noi occidentali abbiamo vizi e abitudini che ci sembrano dovuti senza capire il prezzo che altri pagano per farci stare bene ... forse questo è il messaggio degli slums. Ma loro sorridono sempre. Vagando per Varanasi mi sono tornati in mente amici e persone fondamentali che non ci sono più, ho ricordato i loro insegnamenti detti e non detti, i loro consigli.Ma forse adesso ho capito ... esplorare l'India è esplorare se stessi ... quando l'hai capito ti arriva l'illuminazione: non devi capire l'India devi capire te stesso, la tua anima e le tue sensibilità rendendone conto solo a te e a chi ti vuole o ti ha voluto bene! E sotto sotto mi torna in mente un capolavoro di Tabucchi "Notturno indiano".

Indianeggiando
Giocare con i bambini nella tranquilla campagna di Mandu saltando ogni volta che ti gridano "Careful Snake!!" e poi fargli vedere le fotografie.
Camminare per gli slum di Mumbai e sconvolgersi in quattro ore, quando tantissimi indiani ci passano tutta la vita e perlopiù sorridono.
Parlare con un santone che descrive il tuo riflesso sul Gange affermando che hai un'anima bella perchè non ci sono sfumature di nero.
Ogni tanto tornare ad Orccha, l'ho scoperta nel '90 dormendo in un castello, adesso hanno buttato nel fiume il dio Durga!
Toccare il lingam di Ohmkhareswar pensando che l'Ohm potrebbe anche essere una cosa molta seria.
Seguire una mucca, "follow the cow not the money", ecco cosa devo assolutamente fare per ricordare un amico e la "sua" India.
Una potenza in crescendo come si vede dai miglioramenti per tutta la società: molta più pulizia, più ragazzi che vanno a scuola, meno mendicanti ... ma le tradizioni restano come intoccabili!
Farsi leggere l'aura ed i punti chakra perchè tanto non ci si crede. Ricordarsi che devo leggere qualche libro di spiritualità.
Mangiare dhal, zuppa di lenticchie, come se fosse sempre l'ultimo giorno dell'anno.
Fare lunghe trattative sapendo che è questione di rispetto e l'unico modo di ottenere un prezzo decente, niente di meno.
Mantenere sempre il sorriso ed avere pazienza nelle lunghe inspiegabili attese.
Fumare di nascosto, e nemmeno tanto, nei bagni dei treni.
Conoscere gli Hare Khrisna a casa loro, ascoltarli senza sbeffeggiarli come si fa nel vuoto occidente.
Bere almeno cinque chai al giorno, e se te li offrono in casa arrivare tranquillamente anche a dieci!!
Ricordarsi di pubblicizzare le ragazze di Sheroes' Hangout ad Agra e i ragazzi di Mystical Mumbai.
Scoprire che alla fine ci si diverte di più a visitare il piccolo Taj Mahal invece di quello vero, una delle sette meraviglie.
Spiegare che gli autisti che portano i turisti sperano ardentemente nella mancia perchè hanno un salario ridicolo.
Bersi una birra e magari qualcuna in più al Leopold, fantasticando di avventurieri e di un mondo che cambia e si uniforma.
Tornarci!

Marco Cavallini

Itinerario e immagini del viaggio

I racconti sono stati inizialmente pubblicati sul Blog "Tentativi digitali" dove sono presenti anche foto.

Il viaggio è stato organizzato con Avventure nel Mondo


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1998 - 2017 Marco Cavallini


ultimo aggiornamento 10/01/2017