H O M E P A G E

Racconto di viaggio in Islanda

Ciao a tutti,sono Luca,una new entry nella rete dei viaggiatori di Marco. Ho 22 anni e ho quasi terminato i miei studi nel corso di Scienze del Turismo (giusto perchè sono uno sfegatato dei viaggi!!) presso lo IULM di Milano. Queste scorse vacanze estive le ho passate sfuggendo alla calura delle paludi stile Florida del Mantovano, dove vivo, per rifugiarmi nel Nord Europa. In particolare abbiamo (io e miei genitori, i miei abituali compari di viaggio) visitato due sorprendenti capitali, Stoccolma e Oslo, per poi immergerci totalmente nella natura più indomita e selvaggia dell’angolo più remoto d’ Europa ... l’Islanda! Il viaggio è iniziato il 4 agosto e siamo rientrati il 18.

Tutto ha inizio a Stoccolma, la meravigliosa capitale svedese, che dopo averla visitata l’ho indubbiamente fatta entrare nel firmamento delle capitali europee assolutamente da visitare almeno una volta nella vita. E’ davvero unica nella sua posizione a cavallo tra il lago Malaren e una miriade di isolette nel Mar Baltico. Anche la zona che corrisponde al centro sorge su più isole (Gamla Stan, Skeppsholmen, Djurgarden e Sodermalm) che offrono continui spunti per centinaia di foto dalle rispettive sponde, in particolare degli eleganti palazzi e dei monumenti del passato. Il fulcro indiscusso della città è l’isoletta di Gamla Stan, un tripudio di pittoresche viuzze dalle varie sfumature giallo ocra (che rendono molto caldo e accogliente l’insieme) da dove ha avuto origine tutto. Il vicolo più impressionante da vedere è Trotzigs Grand, che nonostante il nome è di appena 99 cm. di larghezza!! Un vero bugigattolo, che contrasta di brutto con Palazzo Reale, che a poca distanza si erge trionfale dalle viuzze! Un vero salto di prospettive! Il palazzo, nella buona tradizione dei reali europei, dà sfoggio di eleganza, abbondanza di decorazioni e raffinato mobilio ... inoltre poteva mancare il cambio della guardia? Certo che no, sempre folcloristico con la banda e i cavalieri in uniforme, anche se devo dire che è abbastanza lungo, e anche dopo l’ effettivo cambio prosegue con un continua serie di coreografie! La visita prosegue nella City, molto più moderna, movimentata, dove si assiste alla vera movida svedese, che si alterna tra numerosi bar, locali e ristoranti ... senza contare i fastosi grandi magazzini, negozi vari, insomma un bello schiaffo alla povertà!! Interessanti anche alcune piazze come Sergels Torg, con un enorme obelisco in vetro e una manifestazione di protesta verso gli Ayatollah da parte della comunità iraniana ... un pittoresco e rumoroso angolo di Oriente a Stoccolma. Qui in zona c’è anche Ostermalmshallen, il tempio (in realtà una bella struttura in ferro battuto) della gastronomia, con banchi di carne, pesce, dolci ... tutti rigorosamente made in Sweden!! ... e devo dire che l’acquolina veniva ugualmente!! Concludo Stoccolma ricordando altre tre sue celebri attrazioni: il Municipio, in stile rinascimentale italiano, dove si festeggiano i vincitori del premio Nobel; l ‘incredibile museo del Vasa, un impressionante veliero, anzi l ‘"ammiraglia", che però fu ancora più sfigata del Titanic, affondando praticamente appena dopo il varo,nel porto della città ... era il 1628 ... e nel 1990 hanno inaugurato questo fantastico museo, costruito attorno al veliero!! Da vedere assolutamente! Così come il palazzo di Drottningholm, che si raggiunge in traghetto dal Municipio, è un gioiello del ‘600 immerso nel verde dei boschi, che regnano indiscussi appena termina la città, serpeggiando tra centinaia di isolette dove qua e la sorgono le villette per il week end degli abitanti della capitale!

Lasciando Stoccolma, con un’auto presa a nolo e riconsegnata all’aeroporto a Oslo, ci siamo fermati anche al castello di Gripsholm, di colore rossiccio e con possenti torri sormontate da cupole, lì a pochi passi il paesino di Mariefred estremamente pittoresco, tranquillo. Assolutamente da non dimenticare come bellezza che arricchisce il paesaggio di tutta la Svezia la gente, sia donne che uomini di una bellezza incredibile!! Certo i tratti somatici sono ricorrenti, ma il candore della loro pelle, nonchè il celebre biondo li rende davvero un popolo di magnifici angeli (molto di più dei Norvegesi ... specie le donne che parevano vere valchirie!!).
I 500 km. tra le due città sono scanditi da un paesaggio splendido fitto di boschi di abeti e betulle, intervallati solo da gialli campi di grano! ... e all’apparenza disabitati, solo qualche tipica fattoria sparsa qua e là (mio padre sosteneva che ci sarebbe andato a vivere ... mi sarebbe piaciuto vederlo anche solo 2 giorni di fila in versione zio Tom!!). Giungiamo a Oslo, di cui tutti mi avevano parlato male, come una città fredda e poco interessante. Invece forse per il clima eccezionale (ben 26 gradi) la città, posta alla fine di un lungo fiordo, pullulava di gente a spasso, mi ha fatto un’ottima impressione! Certo non è monumentale e poderosa come Stoccolma, ma anche Oslo ha i suoi assi nella manica! Molti dei monumenti più celebri sono affacciati su Karl Johans Gate (vero cuore cittadino), come il Parlamento, il Teatro Nazionale, l’Università e il celebre Municipio di mattoni scuri, con due poderose torri, al cui interno viene premiato il vincitore del Nobel per la pace! Proseguiamo poi al porto, dove sorge la fortezza con all’interno un interessante museo sulla caparbia resistenza norvegese durante l’ultima guerra, un’aspetto poco conosciuto! ... e poi la zona dei docks restaurati e mutati in una serie di bar e ristoranti, sempre iper-affollati, proprio a ridosso del molo. Bella passeggiata, specie verso sera. Con un taxi, rigorosamente gestiti da indo-pakistani come a Londra o New York, andiamo nella penisola dei musei, un luogo meraviglioso dominato oltre che dai musei anche da splendide ville immerse nel verde. Qui ci sono tanti piccoli musei dedicati a varie navi o barche celebri, come quelle vichinghe o l’incredibile Kon Tiki, la "zattera" con cui Heyerdal navigò dal Perù alla Polinesia ... è impensabile che questa bagnarola abbia attraversato niente di meno che l’Oceano Pacifico!! Nonostante fossimo stremati da una visita concentrata in solo un giorno e mezzo, alla faccia di chi dice che non ci sia nulla ad Oslo, all’imbrunire andiamo al fantastico Frogner Park, un ampio e ben curato parco dominato interamente da numerosi gruppi scultorei di Vigeland che rappresentano le varie fasi della vita umana ... il tutto culmina nel monolito formato da una miriade di corpi attorcigliati tra loro! è un luogo unico, dominato da una pace e un’armonia unica avvolto nella calda luce del tramonto e pieno di turisti che non sanno più dove fotografare, tanti sono gli spunti e famigliole nordiche a spasso ... merita solo questo il viaggio a Oslo! Unico e fastidioso aspetto negativo delle due città è che sono care impestate!!!! ... e anche se si cerca di fare economia anche per un pasto in un posto senza pretese si spendono ben 20 euro a testa!! ... ma il massimo sono i 2 euro a biglietto delle metropolitana svedese ... e io che mi lamentavo del singolo euro a Milano al posto delle vecchie 1500 lire!! Ma a parte ciò non c’è null’altro che può frenare a visitare queste magiche capitali ... certo bisogna avere la nostra fortuna di aver trovato un clima da urlo con un bel caldino e un cielo terso da mediterraneo, quasi incredibile!! Dal fighissimo aeroporto di Oslo, super nuovo e dove fanno degli ottimi panini ai gamberetti, partiamo per la terra incognita "l ‘ISLANDA!!".

Il volo Icelandair sorvola le frastagliate coste norvegesi ricche di fiordi e boschi e dopo 2 ore e un quarto di volo giungiamo a Reykjavik. L’ impatto non è dei migliori infatti il clima solare della Scandinavia dei giorni precedenti è scomparso e ha ceduto il posto a minacciose nuvole grigie e pioggia a catinelle. La città non è nulla di speciale, nonostante sia molto estesa, il centro è ristretto e si riassume in una piazza dove sorge la cattedrale (minuscola) e il parlamento. C’è qualche strada animata da ristoranti, caffè e notevoli librerie, molto grandi e rifornite (ci credo, qui durante il lungo inverno dovranno pure fare qualcosa!!). Interessante è la colossale chiesa Hallgrims, l’edificio più alto del paese, dalla cui sommità si gode un bel panorama di tutta la città e della baia ... ovviamente mentre eravamo in cima è partito una rumorosa sinfonia di campane!! ... ma sì insomma, un giro a Reykjavik bisogna farlo, anche solo perchè è la capitale più a nord del mondo!
D’ora in poi non incontreremo più centri urbani abbastanza grandi per essere chiamati città! ... l’ isola è infatti dominio esclusivo della natura selvaggia e indomita! E’ davvero emozionante guidare per chilometri senza incontrare anima viva o parvenza di centro abitato. L’Islanda appare ancora in formazione, addirittura viva, dato che la natura non si limita a bei paesaggi, bensì si manifesta in forme mobili sorprendenti!! Le cascate sono portentose e sono sparse un po’ ovunque nell’isola. Le prime che abbiamo visto sono le Gullfoss, davvero impressionanti, le si potrebbe ammirare per ore (se non fosse per il quotidiano acquazzone che ci ha beccato senza ombrelli!!) mentre cadono in un enorme crepaccio tanto da sembrare finire addirittura nel ventre della terra, mentre invece proseguono in un torrente adiacente! Davvero uniche; ma ce ne sono numerose altre che tolgono il fiato, come le Skogafoss (si può andare fin sotto), le Godafoss, Seljalandfoss e infine le Dettifoss, che compaiono dal nulla in una landa desolata che pare la superficie lunare! Uno spettacolo!! Altro elemento estremamente islandese, sono i geyser, davvero buffi, irregolari, ma cadenzati sempre dopo il medesimo tempo! Bisogna essere molto veloci a immortalare il getto perchè è intenso, ma dura pochi istanti!! Ma le zone geotermiche sono variegate, si passa infatti da solfatare che fanno sbuffare di fumo la campagna, tanto da farla sembrare infuocata, a pozze di fango bollente che ribolle con un fetido odore indescrivibile, per finire con sorgenti d’acqua che sgorga dalla terra già a 100 gradi. E cosa non può mancare a due passi da questa? Ma certo! Una bella serra di pomodori! Ma l ‘attrazione più magica è sicuramente la Blue Lagoon; una piscina termale di color turchese che sorge tra una distesa di rocce nere vulcaniche ... un contrasto unico! E qui i saggi Islandesi sono riusciti a creare una piscina pubblica all’aperto utilizzabile tutto l’anno ... tanto l’acqua è calda!! Indubbiamente la cosa che maggiormente mi ha colpito è stato il più ampio ghiacciaio europeo, il Vatnajokull ... un vero portento della natura, con le sue candide lingue di ghiaccio che come piste da sci scendono a valle ... ma già prima di arrivarci ecco un altro paesaggio incredibile ... i Sandur, un termine locale che vuole indicare distese di terra nera e piatta come la pece, completamente vuota e solcata unicamente da portentosi torrenti e un’esile strada che rappresenta l’unica traccia umana qui! E’ davvero un luogo apocalittico, pare di essere su un altro pianeta! ... ma giungiamo ai piedi del ghiacciaio ... pare vivo con tutti i suoi scricchiolii, torrentelli che da esso si staccano. Questo fronte del ghiacciaio è circondato da un’ulteriore landa desolata cosparsa solo da pietre! Veramente un luogo impressionante che a parole è difficile da spiegare, è da vedere! Ma il ghiacciaio dà il meglio di sè nella laguna di Jokulsarlon; essa è collegata al ghiacciaio, il quale fornisce enormi pezzi di ghiaccio, veri iceberg tra i quali abbiamo fatto una breve navigazione con un buffo mezzo anfibio recuperato dall’esercito Usa. Il ghiaccio nelle sue forme più bizzarre è molto affascinante, tinto di sfumature azzurre nella parte prossima all’acqua! ... è veramente uno show unico, che è diventato ancora più magico quando, dopo la solita pioggia, si è creato una nebbiolina che ha avvolto gli iceberg di un’atmosfera magica, surreale! Il tutto contornato dallo svolazzare delle graziose sterne artiche che riempivano l’aria con i loro versi. E’ qui che si ha avuto la massima sensazione di trovarsi presso l’Artico! Gli uccelli sono presenti numerosi ovunque, in particolare nella penisola Snaefellnes, dove oltre gli stormi di sterne e gabbiani, abbiamo avvistato anche cormorani e urie; mentre invece delle maledette pulcinelle di mare, che spopolano sopra ogni souvenir, non ne abbiamo vista neanche una! Ma dove sono finite? Al mare, ai Caraibi!? Altri animali agognati sono state le balene,che abbiamo cercato invano con un’imbarcazione nella baia di Husavik (affacciata sul Mar Glaciale Artico) per ben 3 ore! Ma purtroppo oltre a una gran scarica di vento freddo non si è visto nulla; orse si sono intraviste tra le onde due schiene di delfino, ma nulla di più! Peccato, ci tenevo tanto! Per fortuna ci siamo rifatti, avvistando un gruppo di simpatiche foche distese a pancia all’aria nella penisola di Vatnses,a nord. Ma indubbiamente gli animali maggiormente diffusi sono le pecore, che punteggiano di bianco tutta l’Islanda, anche le lande più desertiche!! Sono buffissime, in quanto ricoperte da una fittissima lana, che le fa sembrare quasi ovali! Potrei scrivere ancora tante cose di questo luogo, come le chiesette con il tetto ricoperto di fitta erba, i tipici paesini di pescatori o le spiagge di sabbia nera, davvero inusuali! ... ma non voglio dilungarmi oltre! Per concludere voglio semplicemente dire che questa aspra terra ai confini del mondo mi ha emozionato, stupito, affascinato per i suoi paesaggi mozzafiato, i ghiacciai, le cascate, i geyser; un palcoscenico dove la natura continua a mutare, influenzandosi a vicenda e di conseguenza obbliga i fieri Islandesi a un continuo scontro con essa, ma sempre in un totale rispetto e ammirazione per essa.

Se questo mio resoconto vi ha affascinato o interessato, e volete qualche altra informazione oppure semplicemente contattarmi per parlare di viaggi (mia enorme passione!!) scrivetemi a lucaazzali@interfree.it
Ciao a tutti! Luca

Luca Azzali (Mantova)

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1998 - 2018 Marco Cavallini


ultimo aggiornamento 28/10/2017