H O M E P A G E

Secondo viaggio in Laos

Prime impressioni
Da cinque anni sognavo di tornare in Laos e per adesso le attese non sono rimaste deluse. Siamo nemmeno a metà viaggio ed ho visitato solo posti già visti, ma sempre affascinanti, sì per la bellezza dei paesaggi e per il fascino di Luang Prabang ma soprattutto per la fantastica umanità ed amichevolezza di questo popolo sempre sorridente.
Siamo capitati proprio nel bel mezzo del Capodanno Cinese (dura una decina di giorni, n.d.r.) e oltre a immancabili petardi e fuochi d'artificio abbiamo avuto la fortuna di visitare i villaggi in festa, con molte donne in sgargianti abiti tradizionali. Ho già navigato sul Mekong al buio con estremo fascino e con la luce del giorno ammirando grandi foreste ed affascinanti paesaggi costellati da strane formazioni montagnose.
Il tempo è ottimo anche per camminate rilassanti tra i villaggi. Si mangia sempre benissimo e con poca spesa, io godo molto il lap, piatto tradizionale, fatto di carne macinata cotta nelle foglie di menta e "purtoppo" anche terribili pezzetti di peperoncino. Che bella la questua silenziosa dei monaci nei paesini come Muang Ngoi, cosi diversa da quella di Luang Prabang che richiama centinaia di turisti. Beh adesso vi lascio che vado a sperimentare un massaggio tradizionale laotiano.

Verso Phonsavan
Sabaidee!!!! .... no , ieri sera niente massaggio, mi sono perso tra i vicoli di Luang Prabang, prima in un mercato locale con pipistrelli alla griglia, topi abbrustoliti, montagne di peperoncini, secchi di rane e altre cose strane, poi richiamato dal suono di una percussione sono entrato in un monastero buddhista e mi sono seduto tranquillo e rispettoso in mezzo a decine di monaci arancioni che cantavano e pregavano, che pace!!
Dopo un'oretta di canti sono andato da uno scultore che incideva tronchi, spettacolo ... e acquisti!! Solita cena sul Mekong e stamattina sveglia presto. Subito cascate fantastiche nella foresta, poi una tortuosissima strada di montagna con obbiettivo Phonsavan.
Qualche immancabile pisolo sotto il ritmo di culla del pulmino per arrivare finalmente in un posto che ancora non avevo visto. E' terra di Hmong ma anche una delle zone più bombardate al mondo; la Secret War degli Stati Uniti ha seminato questo favoloso paese di bombe a grappolo, vado subito negli uffici del MAG (minatory advisory group), e assisto attonito ai filmati che documentano una sporca guerra che ancora oggi, quarant'anni dopo fa morti e mutilati, un lascito di cui nessuno parla e cui tante anime nobili dedicano la vita per sconfiggere. Conosco bene questa storia ma ogni volta resto senza parole .... bombe dappertutto costellano questo paese, involucri usati come ornamenti, portaceneri, canali di irrigazione ... il tutto per non dimenticare e per cercare di non rimanerne ancora vittime!
Concludo la serata con un'ottima cena e poi imbucandomi in un matrimonio, di cui subito diventiamo gli ospiti d'onore. Che popolo spettacolare vive qui in Laos e in tutta l'Indocina ... ne abbiamo di cose da imparare!!!

Piana delle Giare
"Nasong"! ... così salutano i Hmong, che vivono in maggioranza nella provincia attorno a Phonsavan. Una provincia tutta segnata in rosso nella mappa degli UXO, unexployed objects. Alcuni villaggi sono caratterizzati dall'utilizzo dei grossi involucri che contenevano le maledette bombe a grappolo, che dopo 40 anni continuano a mietere vittime: sono porte d'accesso, basamenti delle palafitte, mangiatoie per gli animali, immense fioriere, ecc.ecc. Durante uno spostamento in van, veniamo fermati e allertati da una jeep del MAG, dopo pochi minuti vengono fatti brillare due ordigni ritrovati a pochi passi da un villaggio ... un botto secco che mi fa venire la pelle d'oca.
La giornata è dedicata alla visita della misteriosa Piana delle Giare, visitiamo tre siti (i visitabili sono sette su un totale di una cinquantina, gli unici bonificati!) camminando sempre nei sentieri ben segnati dal MAG, tutt'attorno erbacce alte con probabili brutte sorprese!! Il Sito 1 offre una visione d'insieme molto ampia, piccole giare che contenevano alimenti, secondo la leggenda popolare come magazzino durante le guerre, secondo gli archeologi come offerta delle famiglie ai defunti ... ma sono soltanto teorie.
Il sito 2 e il 3 sono senz'altro i più affascinanti con giare più grosse ma soprattutto una location più affascinante su collinette e immersi tra gli alberi ... addirittura un albero è cresciuto internamente ad una giara sfondandola.
Un luogo decisamente affascinante che sono contento di aver finalmente visitato.
Per la seconda sera mangiamo al Bamboozle, ristorantino gestito da un simpaticissimo ventiseienne scozzese. Non mancano le sempre ottime Beer Lao ... oggi abbiamo anche assaggiato il Lao Lao, whisky locale prodotto in gran quantità e purtroppo molto utilizzato, "purtroppo" anche perchè sicuramente molto simili al metanolo, benchè prodotto dalla fermentazione e distillazione del riso, con aggiunta di alcool a basso prezzo proveniente dalla Cina.
Centinaia di curve strette e dirompenti sullo stomaco di alcuni, ci separano dalla prossima meta : Van Vieng, con le sue belle grotte ed i suoi affascinanti canali. E' sicuramente da visitare ma è un paesino completamente diverso dal resto del Laos, con un turismo di sballoni, una minoranza datata e tranquilla ed una maggioranza molto giovane e chiassosa, completamente sballata e per niente rispettosa o interessata alla cultura locale.
E' anche arrivato il caldo, mentre a Phonsavan soprattutto alla mattina dominavano foschia e freschino.
Un viaggio sempre interessantissimo e vario!!

Fermate il mondo, voglio scendere!
Io amo il Laos!!! .... la Pace!!! ... Gente tranquiila, ritmi umani .... che Bello!!!! Le 4000 isole sul Mekong nel silenzio dei pescatori. Bambini che giocano e tutti che sorridono!! Una bella fresca Lao Beer e il mondo ti sembra umano e vivibile. Fermatelo!!! ... Voglio scendere qui!!!!!

Verso le 4000 isole
Superata la turisticissima e sballona Van Vieng ci dirigiamo verso Vientiane, tre ore di strada prima di raggiungere il dimenticato e un po' abbandonato Buddha Park, un parco kitch costruito negli anni '50 con il suo fascino. Vientiane si presenta sempre come sonnacchiosa, con qualche tempio interessante ma senza niente di eclatante. In serata dopo un clamoroso trasferimento cittadino su pick-up (circa 26 persone nello spazio dove si pensava di stare stretti in 12!!) saliamo finalmente sul famoso VIP sleepingbus, un bus a due piani made in Laos che in pratica sostituisce il treno con cuccette, esperienza interessanete come interessante è vederlo fernarsi per guiasti al motore insieme ad altri cinque bus, e quindi ben dieci meccanici impegnati di notte a ricostruire un pezzo di motore, compreso martellate sulle dita ... in pratica uno show notturno.
Al'arrivo a Pakse ottima colazione in una meravigliosa pasticceria prima di vagare per il solito ordinato mercato, in cui non mancano mai animali proibiti nascosti sotto i banchi e tante altre chicche, tra cui il betel indiano, mangiato però direttamente dalle corteccie. Qualche fantastica cascata sul Mekong e poi arriviamo a Si Phan Don, le 4000 isole sul Mekong, un pò in Laos un pò in Cambogia tra cui vivono i delfini bianchi che però non riusciamo a vedere. Un bel giro in bicicletta, tanti sorrisi e una rilassante navigazione sul Mekong prima di rimetterci in marcia verso la Thailandia.

Passaggio dal Laos alla Thailandia
Per concludere il viaggio in terra laotiana non c'era niente di meglio che visitare il suggestivo tempio di Wat Phu, nella regione di Champasak. Resti di templi che furono prima Cham e poi Khmer e infine Buddhisti, rovinati dal tempo e dalle bombe americane. E' tempo di festa e tutta la zona è circondata di bancarelle e barbecue, nella grotta dietro al tempio con il Buddha, i fedeli vanno a raccogliere l'acqua sacra che scende dalla montagna, montagna assomigliante ad un lingam e per questo considerata sacra ed all'origine della scelta della locazione templare.
Ultimo pranzo con i piccantissimi lap, carne tritata nelle foglie di menta con pezzetti di chili.
Superiamo la frontiera scherzando con i doganieri, in Laos dobbiamo pagare 10000 Kip a testa per farci timbrare il passaporto. Una volta in Thailandia notiamo subito la differenza tra i due paesi, con strutture più moderne e strade ben curate, malgrado la vicinanza ed il sorriso sempre presente in entrambe le popolazioni, sono due nazioni ben differenti. Adesso ci aspettano i lunghi voli di rientro ed un po' di sana nostalgia per un paese stupendo che tornerò a visitare nuovamente in futuro. E mi aspettano le serene conclusioni finali su questa bella esperienza.

Pensieri
Il Laos è un paese che entra nel cuore, un paese dimenticato che ha subito una guerra ingiusta e nascosta, che ancora oggi condiziona la vita del popolo. Un popolo amabile, come in tutta l’Indocina, che basa i suoi rapporti sul sorriso e sulla disponibilità, ritmi di vita tranquilli. Il Mekong è il centro vitale del paese, tutto il paese è circondato da foreste e lì nascoste bellissime cascate. Il mistero che avvolge la Piana delle Giare è un segreto celato nella serenità degli animi votati alla semplicità! Passare serate in piedi su barchette a lanciare le reti come in un rito eterno. Attendere ogni mattina l’onda arancione che richiede cibo e fede. Sperare ogni giorno di non dover udire lo scoppio di una bomba. Festeggiare il Capodanno un po’ quando se ne ha voglia! Ridere di un piatto di noodle che non arriva mai. Pescatori all'alba e al tramonto. Il silenzio del Fiume.

Marco Cavallini

Itinerario e fotografie del viaggio in Laos

I racconti sono stati inizialmente pubblicati sul Blog "Tentativi digitali" dove sono presenti anche molte altre foto.


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1998 - 2017 Marco Cavallini


last updated 26/12/2016