H O M E P A G E

Viaggio in India centrale

Torno in India, sì a febbraio sono tornato in India e mi sono dedicato alla zona centrale poco battuta dal turismo di massa, e ancora meno oggi dopo che il settore turistico ha subito un colpo da ko dall'attentato di Mumbai. Il primo impatto indiano è sempre con il traffico caotico e improbabile ... per la terza volta mi accingo a visitare Agra con il bel mausoleo di Sikandra, il sempre spettacolare forte rosso e il superlativo Taj Mahal, vederlo è sempre uno spettacolo ... è domenica e la folla di turisti indiani tende a nascondere la completa assenza di turisti occidentali. Usciamo dall'Uttar Pradesh e il primo impatto con il Madya Pradesh è con le sue strade drammaticamente famose in tutto il mondo. Gwalior presenta sempre il suo meraviglioso forte ma l'attrattiva maggiore sono i Sikh che visitano l'importante tempio bianco e che come al solito si presentano come gli indiani più amichevoli e disponibili, non che gli altri siano asociali, anzi! Sonagir è famosa per la collina di templi giainisti ma oggi c'è una grande festa arancione con elefanti pitturati e bande scatenate in processione, come non essere coinvolti. Incredible India!
Orccha quando la visitai vent'anni era un piccolo villaggio rurale attorniato da favolosi templi abbandonati, ora è un paese turistico zeppo di negozi turistici ed internet-cafe ma la gente del posto è ancora povera ... è stagione di matrimoni: fuochi d'artificio e invitati che ballano in delirio ma perchè i due sposi hanno quelle facce da funerale? Che sia il solito matrimonio combinato?
Sanchi è famosa per gli antichi stupa buddhisti, delle mezze palle che dominano sulla collina, da qui in meno di un'ora si è a Bhopal, parentesi storica: Bhopal è stata teatro di una delle più grandi stragi della nostra recente storia a causa della negligenza di chi gestiva una fabbrica chimica e come al solito badava soltanto al profitto senza interessarsi della pericolosità dei suoi impianti verso la cittadinanza tutta, migliaia di morti e ancora adesso danni allucinanti alla popolazione che vive nella baraccopoli attorno alla fabbrica incriminata.
Si ferma una macchina di sikh, uno insegna all'altro a guidare ma si è stufato quindi apre le portiere, alza la musica al massimo e ci invita a ballare con loro: incredible India!
Ujjain, famosa città santa. Cammino per la città ma mi ero dimenticato del caos e del frastuono, ma this is India. Il tempio principale di Ujjain è accessibile solo dopo tanti controlli (il pericolo di attentati è sempre alto) e girando girando, con calma e tutti in fila si arriva alla stanza dove è conservato l'unico lingam naturale di tutta l'India e qui parte improvvisa la frenesia dei fedeli che si lanciano in tuffo a toccare il lingam, si prostrano e strisciano per terra fino all'intervento di qualche poliziotto che li trascina fuori come inebetiti dalla fede religiosa. E' città dove si svolge la khumba mela e tanti sono i santoni che ci vivono, chi si dedica alle parole crociate, chi alle letture sacre e chi ai chilum e tanta la gente comune che si lava sotto ai ghat e non può fare a meno di offrirmi un chai (il the), ma non sarei io il ricco occidentale? Cominciano a suonare i tamburi, si avvicina gente di ogni casta o classe sociale con i piatti e il ritmo sale, appare un primo sacerdote con il fuoco che si avvicina all'acqua quindi altri due e insieme cominciano una specie di balletto del fuoco accompagnati dal ritmo sempre più forte della gente accorsa che ormai raggiunge le 200 unità: che spettacolo, è la cerimonia del fuoco! Absolutely India!
Che bella quest'India che mi mette subito a mio agio con i sorrisi disinteressati della gente poco avvezza al turismo ma sempre disponibile a confrontarsi con il diverso, e qui il diverso sono io ... e che forti i bambini che ti rincorrono non per chiederti dei soldi ma per farsi fare una foto, correre a vedere il risultato e poi sbeffeggiarsi con gli amici ... che umanità! This is India!

Che dire di Omkareshwar, città santa che trae la sua fama e il suo nome dalle curve che fa il fiume disegnando una specie di "Om", l'impatto è forte anche perchè l'unico hotel decente è pieno e ci tocca alloggiare in una guesthouse, o meglio una vera e propria bettola indiana. Con una barca dal motore a mano, nel senso che è un'asta su cui è montato un motore a 20 cavalli appoggiata dal barcaiolo sul retro, attraversiamo il fiume e ci dirigiamo nella zona dei templi dove molti brahmini vendono finte cerimonie e ci cascano anche gli stessi indiani, le scimmie sempre pronte all'assalto non credono ai loro occhi quando un italiano le provoca e possono rapidamente dimostrargli quanto saltano in lungo.
Maheswar è famosa perchè vi si producono i più famosi sari di tutta l'India ma i suoi ghat sono spettacolari, pieni zeppi di donne che lavano e giocano tra loro, il tutto in un atmosfera brillante e coloratissima.
Mandu si presenta come una piccola Pagan decisamente diverso per architettura dall'affascinante valle birmana, ma la ricorda per l'ambientazione rurale ... sono tanti magnifici palazzi sparsi per la campagna in mezzo ai quali sorgono alcune capanne e un vero e proprio villaggio rurale, si respira un clima di umanità amichevole assolutamente eccezionale. Un bastone con due pezzi di ciabatta tagliati a forma di ruota può essere il più bel giocattolo del mondo! Con la sua divisa scolastica e la cravatta gialla una bambina può anche fare i compiti con orgoglio ... studiare è una grande chance per uscire dalla povertà! Visitare Mandu è bello farlo in bicicletta respirando la libertà e ammirando in silenzio le favolose architetture che si nascondono dietro ai maestosi baobab.
Lungo la strada per Ajanta ci fermiamo a vedere le fabbriche di cotone, i colori delle donne spiccano sulle montagne bianche ... ma chi sono quelle persone che dormono sfinite per terra, che siano gli schiavi del 2000? La servitù da debito è purtroppo una delle grandi piaghe del subcontinente indiano e spesso ci si incoccia senza rendersene conto. Le contraddizioni di questa che è considerata la più grande democrazia del mondo emergono sempre forti ed emozionanti, ma non tutte sono sempre piacevoli.
Ajanta è il ritorno in zona turistica e l’attuale crisi turistica fa di noi le vittime sacrificali dei piccoli venditori … ma una volta sfuggiti alle loro grinfie appaiono maestose queste grotte, patrimonio dell’umanità, che presentano statue e pitture eccezionale, dei templi meravigliosi che non possono non fare tornare alla mente la meraviglia mostrata a Petra, se ne parla ma come sempre i paragoni sono impossibili.

Le grotte di Ellora sono un altro patrimonio dell'umanità e anche qui l'attuale turismo è rappresentato da scolaresche e pellegrini, amche perchè malgrado le grotte siano di origine buddhiste gli indu vengono a pregare fino ad entusiasmarsi di fronte al favoloso tempio Kailash, costruito lavorando un blocco unico di roccia, veramente una meraviglia. Una meraviglia è anche visitare il famoso forte di Daulatabad che ha il suo punto di forza nell'entrata, costruita a passaggi segreti e paragonabile ad un giro sulle giostre del terrore. Ma il punto forte del fine-viaggio è stata la mia scelta di non passare 2 giorni e mezzo nel caos di Mumbai preferendo la visita ad ulteriore città santa: Nasik. L'approccio con la zona dei ghat è favoloso. Mi fermo ad osservare un bambino che viene rasato a zero sbeffeggiato da altri due ragazzini pelati, mi viene incontro di corsa un uomo che con perfetto inglese mi spiega la situazione: tutti e tre i bambini sono fratelli e hanno perso il padre 30 giorni fa per cui oggi vengono rasati a zero e purificati nell'acqua del fiume sacro ... e giù tutta l'eccezionale spiegazione di questi rituali religiosi e tradizionali, alla fine lo ringrazio per l'eccellente lezione di cultura ma mi viene subito risposto "no, no, grazie a te che mi hai ascoltato!". Mi torna alla mente un episodio di vent'anni fa quando all'alba stavo camminando da solo a Bombay (adesso è Mumbai) vicino alla porta dell'India e fra i tantissimi che dormivano per terra si alzò un uomo, mi venne a parlare e insistette per pagarmi un ciai (un the, n.d.r.) al che dissi che sarebbe stato più giusto lo offrissi io mentre lui insistette e pagò usando tutti i soldi che aveva in tasca, sostenendo che aveva avuto la fortuna di incontrare me e così iniziava bene la giornata! Un altro mondo, un altro modo di concepire i rapporti umani, una dignità che noi occidentali spesso abbiamo del tutto dimenticato. Restando ai ricordi mi viene in mente di quando girando per Ahmedabad tannti anni fa due bambini in un mercato mi gridarono "Yankee" e io risposi che non ero yankee ma italiano e i due ragazzini mi condussero in giro per la città per una visita guidata che altrimenti non avrei mai fatto, li ripagai con due gelati e la madre felicissima del mio comportamento mi regalò un braccialetto con una scritta in urdu "Sei una persona giusta" ... ma quando mai nei rapporti umani occasionali in occidente si hanno simili soddisfazioni? Ma si hanno ancora rapporti umani veri in occidente? Tornando a piedi dai ghat all'albergo di Nasik sono circa 3 km. 3 km. di saluti della gente ... mi sembra quasi di essere una persona famosa ma è soltanto umanità felice di vedere uno straniero. Ho sempre voglia un giorno di fare una prova a Milano, di fare un giro per la città sorridendo e salutando la gente per vedere cosa succede, ma nel dubbio lo farei insieme ad almeno un'altra persona per non rischiare di essere picchiato. Una volta girai per il sud dell'India con un dito fasciato e tantissime persone si fermavano per sapere cosa mi fosse capitato ... un'altra volta a Bombay giravo con un paio di pantaloni tagliati all'altezza del ginocchio e mentre in occidente questi andavano di moda qui la gente si preoccupava di sapere come avessi fatto a rompere i pantaloni, e io considerando che non potevo certo dire a gente proprietaria di un solo paio di pantaloni che esisteva gente che li rompeva apposta mentivo dicendo di essere caduto.

Mumbai si presenta al solito con il suo traffico super-caotico e i tanti accattoni, non si può fare a meno di vedere le lavanderie, un clamoroso colpo d'occhio nelle infinite baraccopoli di questa città in attesa fremente di festeggiare la sua vittoria agli Oscar. E' anche un città sotto assedio, che ha ben gestito il periodo post-attentato senza che prevalesse la voglia dei fondamentalisti di farsi giustizia da soli come fecero anni fa bruciando gli slums abitati dai musulmani, ma che mostra evidenti cicatrici: tutti i ristoranti e gli hotel di Mumbai frequentati da occidentali sono circondati da trincee con uomini armati fino ai denti.
Ma cosa lascia l'India ai suoi visitatori? A me resta nel cuore la sua umanità sorridente, la voglia di comunicare e di confrontarsi, l'ospitalità e la dignità di chi affronta la vita dal basso.
E poi sicuramente, malgrado i miei sette viaggi nel subcontinente indiano, c'è la voglia di tornarci ancora da una vita sogno di andare in Ladakh, in Punjab e in Assam ma adesso sto anche progettando un viaggio da Varanasi alle sorgenti del Gange ... staremo a vedere, ma intanto mi godo la tranquillità interiore che mi sono portato a casa.
Namaste!

Marco Cavallini

Itinerario e immagini del viaggio

I racconti sono stati inizialmente pubblicati sul Blog "Tentativi digitali" dove sono presenti anche molte altre foto.

Il viaggio è stato organizzato con Avventure nel Mondo


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1998 - 2017 Marco Cavallini


ultimo aggiornamento 26/12/2016