H O M E P A G E

Notizie dalla Nuova Zelanda

I miei primi passi in Oceania
Beh finalmente ce l' ho fatta ad arrivare in Oceania, dopo ben 30 ore di voli sono arrivato a Christchurch e nemmeno troppo stanco. Il volo è stato lungo ma sopportabile. In transito a Sidney sono stato letteralmente abbracciato da un cane poliziotto, un simpatico labrador nero che mi ha festeggiato costringendo però il poliziotto a chiedermi il passaporto e cosa facevo in Australia per poi lasciarmi andare dopo pochissimi minuti. Arrivati a Christchurch due simpatiche signore ci hanno portato con i SuperShuttle in ostello, breve passeggiata a vedere la Cattedrale e gli affascinanti giardini botanici prima di una notevole mangiata al Cafe Valentino, scoprendo che le porzioni neozelandesi sono decisamente abbondanti. Concludiamo la serata al vicino parco dove è di scena una bellissima Festa delle Lanterne cinesi, che dire: un impatto sorprendente prima di crollare a dormire. Il clima sembra buono e i locali decisamente gentili. Domani si parte per il viaggio vero e proprio.

Da Christchurch al Monte Cook
Mattinata organizzativa, prima il ritiro delle auto all'autonoleggio poi spesa al supermercato per cucinare nei prossimi giorni. Qualche difficoltà nel primo approccio con la guida all'inglese e soprattutto con il cambio automatico: sicuramente a fine viaggio avremo consumato il tergicristallo, inoltre sarebbe meglio legarsi il piede sinistro per evitare clamorose frenate nel tentativo di cercare la frizione. Paesaggi rurali e gente molto disponibile ... nel primo negozio che sono entrato mi hanno risposto in italiano, il padrone era un italiano nato in Nuova Zelanda e figlio di italiani emigrati. Sulla strada due laghi e soprattutto il primo, il Tekapi Lake di un sosprendente e quasi finto colore, un blu turchese da sballo. Bello anche il piccolo ma confortevole ostello Mount Cook. In serata breve passeggiata a caccia di un birra ma abbiamo trovato un solo bar: "Sorry, we are closed". Stellata memorabile!!

Montagne, foche e pinguini

Dopo una stupenda camminata sotto al monte Cook a vedere il Tasman Glacier Lake tra montagne mozzafiato, ci dirigiamo verso la costa ammirando altri meravigliosi laghi e piccole cittadine che sembrano uscite da film western. Arrivati sul Pacifico ammiriamo subito gli stravaganti Moeraki Boulders, delle palle di roccia giganti sul mare per poi rimanere ammaliati davanti all'arrivo di una cinquantina di piccolissimi pinguini blu ad Oamaru. Sempre gentilissimi i neo zelandesi che incontriamo e ottima l'organizzazione turistica e le sistemazioni negli ostelli. Da Oamaru scendiamo lungo la costa perdendoci nei favolosi Catlins tra spiagge da cartolina e piccole ma bellissime cascate inserite in una foresta tropicale. Dopo una lunga strada e dopo aver ammirato decine di foche che si sollazzano su varie spiagge arriviamo a Te Anau, pronti per le escursioni nei fiordi che ho precedentemente prenotato nei visitor center in cui donne gentilissime offrono tante informazioni e consigli per organizzarsi il viaggio. In definitiva il primo approccio con la Nuova Zelanda è decisamente positivo!

Milford Sound e le larve luminose
Finalmente siamo rimasti fermi due giorni nello stesso posto a dormire, un bell'ostello di fronte al lago di Te Anau. Da qui oggi siamo partiti per due stupende escursioni. 120 km. di auto e siamo arrivati al molo da cui ci siamo imbarcati sulla nave che ci ha condotti lungo il bellissimo Milford Sound, uno spettacolare fiordo circondato da foreste pluviali e tante piccole cascate, alcune stupende, che si buttano direttamente sul mare, e non sono mancati incontri con diverse foche. Una navigazione tranquilla e decisamente rilassante. Tante anche le soste lungo la strada spettacolare, quindi una favolosa grigliata di carne nella zona barbeque del campeggio attorno alle nostre stanze prima di salire su una nuova imbarcazione per l'affascinante visita alle grotte dei glow worms, le larve luminose. Navighiamo prima nel lago di Te Anau poi un po' a piedi un po' su barchette esploriamo delle belle grotte attraversate da canali di acqua piu' che trasparente fino all'incontro con le affascinanti larve, e' buio pesto e ci sembra di essere sotto un cielo stellato, invece le stelle altre non sono che queste larve. Proprio bello! Fino ad ora non abbiamo avuto momenti di sosta e forse domani a Queenstown, la capitale degli sport estremi, avremo tempo di fermarci un attimo mentre i giovani del gruppo si dedicheranno al bungee jumping e altre amenita' simili. Concludiamo la serata in un tipico pub, dove non manca la maglia degli All Blacks appesa al muro. Il viaggio si sta dimostrando sempre interessante e i paesaggi dove domina il verde lo rendono anche molto rilassante.

Giro in Gondola con le cozze verdi
Dopo la bellissima sosta a Te Anau ci dirigiamo verso Queenstown, c'e' freddo e piovigina ma i paesaggi lungo la strada sono sempre bellissimi e dominati da verde, che rilassa. Alloggiamo al solito ostello della catena YHA, peccato che alcuni non sappiano cosa significa alloggiare negli ostelli!! Ci sono due catene importanti di ostelli in Nuova Zelanda e entrambi ottime, la seconda e' l'ottima BBH in cui abbiamo dormito le due notti di Te Anau. Dopo lottima esperienza al Cafe Valentine di Christchurch torniamo in ristorante per la cena, vicino al molo affollato per uno spettacolo di capoeira, stasera mi cimento con il cervo, accompagnato da barbabietole e formaggio di capra, decisamente un'ottima scelta. Per il resto del viaggio ci siamo sempre cucinato la cena noi con successo, per non parlare dell'entusiasmo di fronte ad una notevole grigliata di carne decisamente ottima, come vuole la fama neozelandese. Se ieri mi ero cimentato con le care ma ottime ostriche di Bluff oggi e' stata finalmente la prima volta con le cozze verdi, le ho mangiate fritte, decisamente ottime e grandi almeno il doppio o il triplo rispetto alle cozze che conoscevo io in Italia. Stasera pub gremiti di gente, sempre un'esperienza interessante per conoscere il posto e le sue birre!! Secondo incontro con italiani che vivono qui, due ragazzi cuneesi decisamente simpatici e interessanti che mi danno anche un sacco di dritte sul prosieguo del viaggio al contrario dei due veronesi conosciuti a Te Anau, da cui non ho avuto spunti interessanti. Qui a Queenstown oltre a mangiare, mentre altri si cimentavano con un rafting troppo facile, sono salito sulla Gondola, la funivia che ci ha portato sul monte sovrastante Queenstown, da cui si gode un panorama eccezionale del sottostante lago. Da qui breve passeggiata tra i boschi mentre altre persone si cimentano con il bungee jumping, la discesa su strada a bordo di bob e tanti altri sport estremi, su cui si basa tutta l'economia turistica della cittadina. Giornata un po' di pausa prima di raggiungere i ghiacciai.

Verso i ghiacciai
Dopo aver girato un po' a vuoto siamo usciti da Queenstown, bellissimi panorami sui laghi fino a Wanaka dove abbiamo fatto spesa. Facciamo una prima bella passeggiata al passo di Haast, circa 600 metri di altezza e sempre una favolosa foresta pluviale. Lungo la strada sosta ad un'affascinante spiaggia che ricorda decisamente il "mare d'inverno", unico difetto la presenza di tantissimi moscerini che succhiano il sangue peggio delle sanguisughe. C'e' stato il primo caso di colpo di sonno alla guida senza problemi, ma servira' sicuramente di lezione a tutti. La meta finale sono i ghiacciai ma lungo la strada continuiamo a trovare spiagge favolose, come quella incantevole piena di sassi disegnati e altre simil-sculture offerte alla fortuna! Contribuisco anch'io, e ti pareva!! Dopo tanta strada ci incamminiamo per un breve sentiero fin sotto al Fox Glacier, un ghiacciaio che negli ultimi 30 anni ha perso quasi un chilometro. Arriviamo al nostro ostello al Franz Joseph Glacier e i nostri cuochi ci deliziano con un ottimo risotto ai frutti di mare, nel frattempo io mi occupo di prenotare gli ostelli per i prossimi giorni. Faccio due passi per il villaggio ricordandomi il codice che mi permettera' di rientrare anche dopo le 22. Cosi' ho l'occasione di esplorare il secondo pub del viaggio dopo l'animatissimo Moose di Te Anau con esibizioni di karaoke e scommesse su cavalli e rugby, ecco l-"Alice and Maid" con poca gente ma intenta chi a giocare a bigliardo chi a cantare a squarciagola i Queen. Certo che osservando l'organizzazione turistica e non solo della Nuova Zelanda, cosi' come in altri viaggi non posso che pensare come l'Italia si avvicini sempre piu' ad un paese del terzo mondo. Nel frattempo primi acquisti, tra cui spiccano le magiette con disegni e frasi diverse fino ad arrivare alla costosa ma mitica maglietta originale degli All Blacks.

Dai ghiacciai agli opossum
Partiamo dalla fine: stavo andando a letto quando arriva di corsa Fabio e mi invita a seguirlo nella foresta con la macchina fotografica, e' quasi mezzanotte! Ci sono quattro opossum a testa in giu' che mangiano: spettacolo!!
La giornata era iniziata con delle belle camminate sotto al Franz Joseph Glacier per poi andare ad Hokitika, la capitale della giada, che pur avendo decine di gallerie di gioielli e altre sculture bellissime di giada, si presenta come una citta' fantasma. Lungo la strada belle spiaggie fino ad una passeggiata tra gli spettacolari Pankake Rocks di Punakaiki, rocce sedimentarie delle forme più svariate su cui si infrangono le grosse onde del mar di Tasmania. Dopo aver ammirato tanti bei lavori artigianali arriviamo finalmente al nostro ostello, quattro casette inserite in una foresta bellissima, dalla quale parte il Truman track, un sentiero che ci conduce ad altre meravigliose spiagge. Spettacolo di onde che si infrangono sugli scogli, peccato che il sole sia nascosto e non ci possa regalare un indimenticabile tramonto. Sarebbe sicuramente un posto dove passare una settimana ad ascoltare solo i suoni della natura!
La Nuova Zelanda ci appare sempre più un posto pieno di meraviglie naturali e con un'organizzazione che da noi in Italia sarebbe immaginabile, un sogno!

Coast to coast in New Zealand
Dopo qualche giorno fresco oggi e' tornato il caldo, siamo sui 23 gradi. Abbiamo iniziato la giornata costeggiando l'ultimo tratto di west coast fino a Cape Foulwind dove abbiamo camminato due orette, ammirando scogliere mozzafiato e una bellissima colonia di foche con tanti piccoli intenti a giocare, in quattro hanno inscenato una specie di girotondo. Riprese le auto abbiamo attraversato un sacco di boschi di conifere fino alla east coast, dove domani andremo a visitare il famoso Abel Tasman. Non mancano i moscerini a caccia di sangue! Ci siamo sistemati nel solito ostello dove per tre mesi vive anche una comunita' della Melanesia che e' qui a Motueka per lavoro. Strade sempre bellissime e un'ottima organizzaziona turistica.

Abel Tasman Bay
La giornata non poteva andare meglio: cielo limpido e 23 gradi. Da Motueka in pochi minuti siamo a Keiriteri dove saliamo sull'Aqua-Taxi, una specie di catamarano anfibio che ci condurra' lungo le stupendo coste dell'Abel Tasman Bay, per lasciarci a Tonga Bay. Da qui partiamo per un favoloso trekking di 14 km. fino a Torrent Bay, dove risaliamo sul nostro mezzo. E' una bellissima camminata in mezzo alla foresta in un bellissimo sentiero, con manutenzione eccellente, che ci conduce in splendide baie da cartolina ... frequentatissimo da trekkers di ogni nazionalita' mentre sull'acqua oltre alle foche transitano un sacco di kayak, e su alcuni c'e' la meta' giovane del mio gruppo. Proprio bello e rilassante. concludiamo la serata in un pub gestito da una bella ragazza maori, le regole pero' sono ferree e ad una certa ora bisogna finire le birre e mai portare i bicchieri fuori quando si va a fumare. Unica nota negativa che i negozi chiudono molto presto. Concludo la serata scherzando con le ragazze di Vanuatu arrivate fino a qui per la stagione della racolta delle mele e dell'uva.

Saint Patrick
Lasciata Motueka e superate le trafficate Richmond e Nelson abbiamo preso la Charlotte Route, una strada panoramica con bellissimi scorci panoramici sui fiordi fino ad arrivare a Picton, una piacevole localita' che vive sui traghetti che collegano le due isole principali. Lasciamo la macchine all'AVIS e facciamo il check-in con l'Interislander la compagnia con il cui traghetto passeremo all'isola del Nord. E' un viaggio bellissimo, la prima parte si svolge tutta nel meraviglio Marlborough sound, uno spettacolare fiordo per poi attraversare il mare aperto con onde molte alte, il mare agitato crea diversi problemi ad alcuni partecipanti che soffrono il mal di mare e per fortuna l'ultimo tratto e' ancora un firodo e il mare calmo concedo un'attimo di tregua, arriviamo a Wellington, la nuova capitale della Nuova Zelanda. Malgrado il discreto traffico arriviamo velocemente all'ostello quindi cerchiamo un ristorante, e finiamo in un bar con cameriere torinese, dove mangiamo bene malgrado le porzioni un po' scarse rispetto a quelle cui eravamo abituati, e non parliamo della barista: bellissima e dalla schiena spettacolare, ma non pensate male parlavo del coloratissimo e gigantesco tatuaggio che la ricopre completamente!! Ma la cosa piu' sorprendente per tutti e' che passiamo da paesini decisamente "morti" ad una citta' in piena ebolizzione. Oggi e' Saint Patrick e in giro sono tutti in baracca, ogni posto e' una festa, bar e ristornati strapieni, genti con giganteschi cappelli verdi, ragazze con minigonne verdi e striminzite, facce pitturate, insomma e' la festa piu' importante dell'anno e anch'io adesso torno a divertirmi nel Centro citta'!!

Da Wellington al Tongariro
Conclusa la serata di Saint Patrick tra orde di ragazzi verdi con capigliature a prato, cappelli irlandesi altissimi, ragazze quasi nude e ubriachissime, canti in strade e inni irlandesi (chissa' cosa puo' succedere in questa occasione a Dublino!!) alla mattina andiamo a visitare il Te Papa, un immenso museo gratuito con un sacco di oggetti maori. Lasciata la capitale lungo strade trafficate, al contrario di come eravamo abituati al Sud, ci dirigiamo verso la zona vulcanica al centro dell'isola del Nord. Lungo la strada ci beviamo un Espresso in un bar gestito da un signore di Vittorio Veneto, qui da 40 anni e raggiungiamo l'ostello di Omapuhe, l'unico libero in zona e a 35 km. dal National Park. Dopo una signora cena con festeggiamenti a Fabio che compie 29 anni, sempre con lui concludiamo la serata in un club maori dove ci facciamo una piccola cultura sui tatuaggi e consigliano a Fabio il villaggio maori dove puo' farsene fare uno.
Malgrado il sole di ieri stamattina c'e' pioggerella e nuovole basse, in 12 partiamo comunque per il famosissimo Trekking del Tongariro , sorpassiamo i crateri senza vederli e con raffiche fortissime di vento, poi finalmente ai Laghi di Smeraldo appare il sole e la seconda parte del trekking e' magnifica. Peccato non aver visto i Vulcani ma comunque i 20 km. di trekking sono piaciuti a tutti e adesso siamo decisamente un po' cotti, ma con la speranza che i nostri cuochi ci sorprendano ancora con una cena buona e abbondante!!

Zone geotermiche della Nuova Zelanda

Lasciamo la zona del Tongariro National Park ancora sotto l'acqua e per la prima volta nel viaggio foriamo una ruota. Sosta ad aspettarci in un caffe' spettacolare lungo la strada e poi ammiriamo i panorami del lago Taupo. Ci fermiamo anche ad una piccola fiera con mercatino ecologico e ne approfittiamo per fare il solito rifornimento viveri e benzina. Per pranzo ci fermiamo alle belle Huka Falls, cascate non grandissime ma con l'acqua di uno spettacolare color celeste. Lungo la strada prendiamo la prima fregatura del viaggio, ci fermiamo per una camminata termale che si rivela solo una perdita di tempo tanto che arriviamo tardi alla famosa Thermal Walk di Wai o Tapo, per fortuna entriamo e facciamo meta' dei giri previsti grazie alla solita' cordialita' dei neozelandesi che hanno pero' il difetto di chiudere sempre molto presto, alle 17 malgrado ci sia luce fino dopo le 20. Comunque decidiamo di tornare domani per questa e per un'altra interessante valle termale. Il breve giro si rivela spettacolare, pozze d'acqua colorate di rosso, celeste e verde, buchi con ebollizione di fanghi grigi, rocce gialle e un cielo blu di contorno ... in attesa di rivederla domani con piu' calma ed una luce differente.
Lungo la strada visitiamo un piccolo villaggio maori e arrivati a Rotorua mi incammino per la cittadina, una localita' turistica dove non mancano artisti di strada ed un gruppo di majorettes intente alle prove nel parco cittadino vicino al lago. Il cielo e' rosso che sembra dipinto. Nell'ostello mi diverto a scherzare con un gruppo di belle giapponesi. Domani sara' un'altra giornata intensa e forse qualcuno riuscira' a levarsi il sogno di farsi un tatuaggio maori.

Da Rotorua a Withianga
Stamattina abbiamo completato il giro termale nei dintorni di Rotorua, prima con l'ultimo percorso a Wai o Tapo, dove oltre a tanti spettacoli termali colorati abbiamo anche visto Lady Knox Geyser azionato puntualmente alle 10.15. Poi sosta ai bagni di fango e una strepitosa camminata di due ore nella valle geotermica di Waimangu, foresta con laghetti azzurri e tanti soffioni sulfurei che rendevano il paesaggio affascinante. Riprese le macchine lunga tappa prima fino a Tauranga, dove sfrutto il solito ufficio I-sites in cui personale gentilissimo mi aiuta nelle prenotazioni degli ostelli per i giorni successivi poi sosta a Katikati, un paesino famoso per i murales. Arriviamo quindi alla verdissima penisola di Coromandel che attraversiamo con meta Whityanga, in vista del lunghissimo viaggio di domani per l'estremo nord.

Da Whityanga a Pahia
La serata scorre tranquilla a Whityanga, piccola cittadina sul mare ... il nostro ostello e' proprio davanti alla spiaggia e si ode solo il rumore delle onde che si infrangono. Ci godiamo una magnifica alba quindi attraversiamo la baia e ci rechiamo in Hot Water Beach, purtroppo la marea e' alta e ci giochiamo la possibilita' di scavare buche nella sabbia alla ricerca dell'acqua calda e la visita alle grotte denominate Cattedrale per la loro maestosita'. Le spiagge sono comunque bellissme e non possiamo fare a meno di buttarci in acqua malgrado il primo contatto gelido. Partiamo quindi per il lungo viaggio, attraversiamo Aukland lungo la grossa autostrada, per la quale paghiamo solo due dollari. Apro un piccolo capitolo sulle strade e anche qua prendiamo una bella lezione di civilta': strade bellissime sempre, segnaletica perfetta, ci sono spesso corsie di rallentamento per far si' che vi transitino i camion lenti lasciando passare le altre vetture .... le strade a due corsie presentano spesso 2 o 4 km. di pass lane , ovvero un'ulteriore corsia per i sorpassi, inoltre non mancano i frequentissimi cartelli che invitano alla prudenza, a fermarsi se stanchi e a non guidare ubriachi, il tutto scritto o raffigurato in modo simpatico e d'impatto. La guida e' a sinistra ma malgrado la prima parte del viaggio con cambio automatico e la seconda con 6 marce non ho avuto grossi problemi, fatta eccezione per qualche accensione a sorpresa del tergicristallo invece delle frecce, e di qualche inchiodata nella macchina con il cambio automatico mentre cercavo la frizione. Per pagare l'autostrada paghiamo preventivamente due dollari in contanti usando una macchinetta in cui scriviamo il numero di targa e questa collegata alla motorizzazione centrale ci restituisce il tipo di vettura.
Superiamo velocemente Aukland, facciamo alcune soste di pausa e ammiriamo le piccole cascate di Whangarei prima di arrivare a Pahia ed avere un primo favoloso scorcio della Bay of Island. Prenoto l'escursione di domani alla ricerca dei delfini e prenoto gli ultimi ostelli del viaggio, quindi ci concediamo un'ottima mangiata di pesce. Adesso vado a bermi una birra in un pub vicino , sperando di trovarne ancora uno aperto.

Bay of Islands
Partiamo alle 8 dall'hotel e raggiungiamo il molo da cui parte l'escursione nautica sulla Bay of Islands, un vero spettacolo di isole verdi che ha il suo momento culminante nell'incontro con i delfini che giocano per un'oretta attorno a noi e ad altre imbarcazioni subito giunte sul luogo dell'incontro. Fotografie a mitraglia sperando di beccarli in un momento di salto fuori dall'acqua. Ci fermiamo su un bellissimo isolotto per un meritato ristoro e per un bel bagno malgrado l'impatto gelido con l'acqua. Al ritorno altri panorami spettacolari mentre un colpo di vento mi frega l'ennesimo cappello della mia carriera. Sbarchiamo a Russell, un isolotto con un bel paesino e la chiesa piu' antica della Nuova Zelanda quindi in traghetto rientriamo a Pahia. Nel frattempo c'e' chi si e' cimentato con il surf. In due partiamo alla ricerca del gommista, nei vari paesi dei dintorni ne troviamo quattro ma nessuno con il modello di ruota che ci interessa. Ci dirigiamo allora alla vicinissima Waitangi, famosa per il trattato tra Maori e anglosassoni, e lì vicino trovo anche il tanto ricercato tatuatore. Cena favolosa in un vascello trasformato in bar e ristorante dal notevole fascino.

Cap Reinga
Oggi costeggiamo il Pacifico con stupendi panorami prima di immetterci sulla strada che punta dritto al punto terminale dell'isola del Nord: il mitico Cap Reinga, da dove partono le anime maori! Facciamo alcune soste interessanti lungo la strada, ma la cosa indimenticabile è la 90 miles beach, la spiaggia lunga circa 140 chilometri sul Mar della Tasmania, sembra non finire mai e le onde continue sembrano quasi un disegno immobile su una cartolina. Viene voglia di prendere una moto e scorazzare liberi per ore. Arriviamo al faro e vediamo dove le onde del Mar di Tasmania si scontrano con quele dell'Oceano Pacifico. Cerco anche di arrivare alla mtica spaiggia di sabbia silicea bianca, di cui mi aveva parlato un amico grande collezionista di sabia, ma purtroppo ci separano due dente metri d'acqua gelida e non c'e' un'imbracazione per arrivarci. Concludo la giornata con l'ultimo bagno neozelandese sempre sulla 90 miles beach ad Ahipara, l'ennesimo paesino di frontiera dove dormiamo. Siamo ormai agli sgoccioli del viaggio!! Finalmente anche l'amante dei tatuaggi e' rimasto felice e disegnato!!

Dai kauri alla Sky Tower di Aukland
Ultime giornate di New Zealand e ultime centinaia di chilometri, poi domattina consegnamo le auto all'AVIS di Aukland. Lasciata Ahipara ci dirigiamo lungo la costa e lungo boschi con nebbiolina verso Rawene, cui arriviamo dopo un attraversamento di un golfo in battello. Questo ci fa risparmiare un bel pezzo di chiloetri, come se non avessimo gia' fatti tanti. Raggiungiamo le foreste di Te Pua con i famosi kauri, i grandissimi alberi che crescono solo qua e che fanno concorrenza con le sequoie, ci incamminiamo per la foreste e la visione e' assolutamente spettacolare ... tanti di noi verranno usati nelle fotografie come proporzioni. Facciamo una prima sosta in un fish and chips per il pranzo e poi in un'interessante fattoria di miele, dove ci prodighiamo in tanti assaggi. L'ultima sosta purtroppo ce la fa fare la polizia che ci da la prima e ultima multa per eccesso di velocita', ci mandava proprio!! Arrivati ad Aukland e ammirato l'interessante skyline della citta' con davanti migliaia e migliaia di barche, prendiamo posto nel solito ostello YHA quindi saliamo sull'altissima Sky Tower da cui ammiriamo il panorama della citta' al tramonto, poi concludiamo con una meritata immensa mangiata di carne in una steak house del centro.

Aukland
Non e' ancora il tempo di ordinare le idee su questo meraviglioso viaggio che ho condotto per Avventure nel Mondo con ben 17 persone, un gruppo numeroso ma buono malgrado le solite due/tre persone che non hanno niente a che fare con il viaggio in genere. Per fortuna ha prevalso la mia positivita', e di fronte al mio impegno e ad una organizzazione che posso definire senza presunzione impeccabile, tutto e' filato via alla grande. Paesaggi maestosi che accompagneranno per mesi la mia immaginazione. Aukland e' una citta' molto popolata e immensa come estensione, con una vitalita' notevole. Tantissimi grattacile disegnano linee moderno sul profilo del cielo. Popolazione multietnica con un sacco di giapponesi e il solito ordine tipicamente neozelandese. Non mancano richiamo ai mitici All Blacks e alla World cup di vela, in definitiva una citta' molto attraente e vivibile!!
Adesso preparo i bagagli e con shuttle andremo all'aeroporto per i lunghi voli verso l'Italia.

Marco Cavallini

Itinerario del viaggio in Nuova Zelanda

I racconti sono stati inizialmente pubblicati sul Blog "Tentativi digitali" dove sono presenti anche molte altre foto.


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ultimo aggiornamento 26/12/2016