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Pensieri dall'Orissa

mercoledì 24 ottobre 2007: Orissa

Che dire ... un gran bel viaggio vissuto in mezzo alle tribu' di questa verdeggiante regione dell'India, tanta tranquillita' e contatti con personaggi veramente particolari, alcuni decisamente primitivi. Viaggio impegnativo ma rilassante, arrivati dopo una notte in aereo ci siamo subito infilati nel caotico traffico di Calcutta quindi una tranquilla notte nelle cuccette della 2^classe nel treno notturno fino a Bubaneswar. Una rapida doccia e via in auto fino a Baliguda, visitando per strada alcuni villaggetti tra cui uno affascinante di sarti. Poi "finalmente" un trekking di 7 ore per visitare 4 villaggi di Kutia Khonds, con le donne dal particolare tatuaggio in viso, una fabbrichetta di beedi (... che scatena l'annosa discussione sul lavoro dei bambini , io resto decisamente contrario) e tante tante risaie. Salutiamo gli abitanti del villaggio che ci ha ospitato e visitiamo un villaggio dedito all'artigianato con statuette di ottone costruite su modelli fatti con cera a caduta. Primi incontri con alcune donne Dongria Khonds e soprattutto una vibrante festa per strada dedicata alla divinita' del giume ... ovviamente ce ne andiamo tutti e cinque con una bella fronte rigata di rosso.... e arrivamo a Beitumcussack (piu' o meo scritta cosi'!!). Da qui ottimo punto di partenza per visitare diversi villaggi Dongria Khonds, caratteristica delle donne i tre anelli al naso e dopo aver visto un bel mercatino ci arrampichiamo per una collina e molto rispettosi ne visitiamo uno decisamente primitivo. Ultimo giorno in zona per il favoloso mercato del mercoledi', e' anche la prima volta che incontriamo altri turisti, il mercato e' spetttacolare, dallee colline scendono tutti gli abitanti dei villaggi per vendere e acquistare merci, per festeggiare e nel caso degli uomini anche per cercare moglie. 4 Giorni veramente entusiasmanti in un altro mondo!!

mercoledì 30 ottobre 2007: Gopalpur on the sea

Oggi piove a dirotto ... verrebbe da dire "che sfortuna" invece penso che siamo stati fortunati perche' per tutto il resto del viaggio impagnati in trekking e alloggiati in tenda abbiamo sempre trovato un tempo stupendo ... ma riassumiamo con calma i giorni passati. Dopo lo stupendo mecato di Chatigona il giorno successivo siamo stati al mercato di Onukudeli, qualche foto ma con calma perche' frequentato dai Bonda, una tribu' primitiva che non accetta nessun contatto con la modernita'. Stabilito un camp siamo partiti per un lungo trekking di 8 ore e abbiamo visitato un villaggio, tra le donne curiose e gliuomini decisamente temibili e armati di arco e freccia. Sembrava veramente di essersi calato nel passato piu' remoto. Le donne senza vestiti e senza capelli ma vestite di sole collane di perline insieme alle favolose danze tribali deri bambini Bara Godaba mi hanno fatto spesso chiedere se avevo sbagliato aereo ed ero capitato nell'Africa piu' nera ... ma l'India e' un continente ed iospita tribu' e razze completamente differente nel suo sterminato territorio, sempre affascinante. Seppure il viaggio sia faticoso e impegnativo e' anche decisamente rilassante per la quiete che si respira in questo ambiente rurale dove gli unici rumori sono quelli degli animali e degli uomini e donne che lavorano nei campi. A parte i Bonda diffidentissimi, tutte le tribu' ci hanno sempre accolto con straordinaria gentilezza e disponibilit' con la loro povera ma invidiabilissima dignita' ... magari esportarne un po' in Italia.
Dopo questi favolosi 4 giorni di villaggi e mercati agricoli, in cui le cose piu' moderne erano anfore di terracotta e tamburi siamo arrivati a Rayagada. Un piccolo paesino spessissimo senza luce e con una popolazione curiosissima di incontrare l'unico turista che passeggia per le sue vie e capire come mai e' capitato li'. Il viaggio e' quindi stato stupendo fino ad ora e vista l'intensita' e gli sforzi trekkaroli lascia al ritorno in Italia il momento per le riflessioni e il sommario di tutte le emozioni provate negli incontri , in cui ovviamente trionfano i bambini.
E' anche la prima volta che ho con me una macchina digitale e spesso nei villaggi o con gruppi di bambini curiosi il gesto di fare vedere dal piccolo monitor le foto scattate ha suscitato entusiasmo e tante risate ... in un villaggio tutti i bambini si sono messi in fila per il ritratto e poi giu' a prendersi in giro per un'ora dopo aver visionato i risultati.
Qui dove sono scrivo da una delle tante contraddizioni indiane, un paesino allagato a pochi chilometri dalla campagna tribale e un negozietto con tetto in lamiera dove si trovano quattro scrivanie con computer ultramoderni e schermi lcd immensi ... ma questa e' sempre l'India. L'India della tecnologia avanzata e dei call cente, l'India delle tribu' e degli intoccabili, l'India dei clacson e l'India del silenzio, l'India del cricket e l'India dei guru che camminano per strada con la loro ciotola per raccogliere il riso offerto, l'India di cui ti innamori e in cui prima o poi torni sempre a cercare la serenita' e ad ammirarne la dignita'!

mercoledì 31 ottobre 2007: Puri

Ci fossero stati dei dubbi oggi mi sono chiaramente accorto che sono veramente in India. Prima il traffico caotico ed incredibile delle strade indiane piene di camion sempre attaccati al clacson (blow the horn!") ... poi un bellissimo villaggio di pittori con magnifici disegni sulle case ma anche tanti acchiappa turisti per strada .. quindi il culmine con l'arrivo a Puri. Puri e' una delle principali citta' di pellegrinaggio con il suo tempio a Lord Jaganath proibito ai non indu' e affollatissimo di fervidi credenti, santoni, accattoni e personaggi di ogni tio tra cui spiccano le tante vedove vestite di bianco. Ne approfito per consigliarvi il favoloso film dell'anno scorso "Water". Insoma le emozioni forti non sono mancate nemmeno oggi, il mio fagotto di ricordi e' decisamente pieno e pronto ad essere elaboato una volta fermo e tranquillo. Adesso mi aspetta ancora la visita al favoloso Tempio al Sole di Konark, tempio dell'Unesco, la visita ad alcui templi giainisti ... ma soprattutto il treno notturno verso Calcutta ed il suo terribile caos per poi imbarcarmi verso casa. Namaste!

venerdì 2 novembre 2007: Calcutta

Qualcuno di questa citta' ha scritto "La citta' della gioia", altri ne parlano come un inferno, io sono piu' di questa opinione. Effettivamente e' anche affascinante ... alla mattina si possono vedere uomini come formiche che portano carichi enormi avanti e indietro per il ponte Howrah, il suo traffico e il suo caldo umido ti distruggono e insoma io faccio fatica ad innamorarmi delle grandi citta', continuo a preferire la tranquillita' della campagna. Ripensando ai villaggi visitati penso che chi compie il grande paso di andare a vivere in citta' certamente sceglie da solo la sua rovina. Ma torniamo un passo indietro ... andando verso Puri ho scoperto Raghurajpur, afascinante villaggio dove tutte le famiglie dipingono su tele di riso e pubblicizzano i loro lavori con dei murales capolavori, per arrivarci un affascinante paesaggio di risaie. Dopo Puri invece come non ammirare Konark, con il suo mastodontico Tempio del sole che i portoghesi arrivando dal mare chiamavano la pagoda nera in contrasto con la pagoda bianca che era il grande Tempio a Jaganath di Puri. Interessante anche Pipli dove sono prodotti molti oggetti in stile patchwork ... ma le emozioni piu' grandi restano quelle dei trekking nei villaggi bara gadaba, bonda, gundria khonda, paroja , e penso che i ricordi mi consentiranno di riflettere meglio tutto cio' che ho provato.

Foto e itinerario del viaggio in Orissa, India

I racconti sono stati inizialmente pubblicati sul Blog "Tentativi digitali" dove sono presenti anche molte altre foto.


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ultimo aggiornamento 27/12/2016