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Nel Regno della Puya

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... le cave più alte del mondo.

Il clima é quasi uguale tutto l’anno, con un periodo di piogge estive. La neve permane solo un poco piú in alto. La notte si possono raggiungere alcuni gradi sotto zero e si hanno gelate. Poi il sole, poco filtrato dalla diradata atmosfera, manifesta tutta la forza e di giorno puó fare piú caldo d’inverno che d’estate. I ghiacciai non mancano nelle vette vicine, che si avvicinano ai 6.000 m.
Nel centro delle Ande peruviane stanno sorgendo varie cave di travertino in eccellenti giacimenti di grandissima estensione che mai scendono al di sotto dei 4.000 m. Ció é possibile per essere prossimi all’equatore. Solo l’Himalaya sarebbe un potenziale concorrente, ma il clima e la maggiore lontananza dalle vie di distribuzione, lo rendono molto piú difficoltoso.

Nel 2007, 12 imprese con varie cave nel comprensorio, hanno prodotto travertino che, secondo i dati ufficiali della dogana, é stato esportato giá processato, per 1.437.627 m2 per un valore totale di 35.832.071 dollari, senza considerare quanto utilizzato internamente, di cui é piú difficile avere dati esatti. La attivitá é in espansione.

Certo la quota presenta i suoi problemi. Chi viene di visita normalmente soffre il “Soroche” (si legge “sorocce”), che é il termine locale del mal di montagna; i motori perdono forza, come il compressore d’aria che con il 10% meno per ogni 1.000 metri di quota, qui rende il 40% meno... non é poco! Chi é sano si adatta al poco ossigeno, deve solo aspettare che il corpo produca piú globuli rossi. I locali, in maggioranza con la razza degli indios delle Ande nel sangue, già nascono adattati.
Nel cuore delle Ande centrali peruviane, pur se a solo 360 Km di tortuosa strada da Lima, sulla costa pacifica, siamo già dall'altro lato della prima cordigliera Andina, quella orien-tale. Ci separa dall’Amazonia la cordigliera occidentale, cosí che tra le due esistono queste vaste zone degli altipiani andini con le quote di cui si sta parlando.
Lima, la capitale del Perú é una bella cittá di 9,5 milioni di abitanti, sulla costa pacifica. Una strada asfaltata in buone condizioni la collega alla cittá di Huancayo (400.000 abi-tanti), che si trova a 50 Km dalla cava, nel mezzo della grande ed amplia valle del Mantaro, a 3.300 m s.l.m.. Per raggiungerla si supera uno dei passi più alti delle Ande (credo il più alto con strada asfaltata) a 4.827 m. s.l.m. Qui vi passa anche il treno che fu il piú alto del mondo per 100 anni, fino a pochi mesi fa, quando in Tibet si inaugurò un nuovo treno di collegamento con la Cina, che sfiora i 5.000 m. Realizzato dagli inglesi grazie alla esistenza di miniere metalliche, che arrivano fino ai 5.000 m. Si tratta di miniere, non di cave. La piú alta del mondo é in Cile: una piccola miniera d’oro, vicino alla frontiera con Bolivia a 5.600 m, forse non piú attiva.
Anche se tanto vicini al Pacifico, giá siamo nello enorme bacino imbrifero del Rio delle Amazzoni, cosí che le acque raggiungono l’Atlantico percorrendo varie migliaia di Km.
Questa zona a suo tempo fu la culla di “Sendero Luminoso”.
La cittá di Huancayo é un centro commerciale incredibil-mente attivo, completo di tutto, compreso Universitá, piscine, vari centri sportivi, ecc. Da qui se si vuole, si possono raggiungere le cave giornalmente, a circa 50 Km di strada non asfaltata e dovendo superare i 4.400 m.
L’ambiente si potrebbe un poco paragonare a quello alpino estivo al di sopra dei 2.000 m. Con spazi molto piú grandi ed abbastanza diversitá nella flora e fauna. Grazie alla mancanza delle differenze stagionali, le attivitá si possono svolgere tutto l’anno. Le piú tradizionale é la pastorizia, con enormi poten-ziali, anche se condotta spesso con poveri mezzi. Abbondano vacche, pecore ed ovviemente anche i cammellidi Sud Ame-ricani di alta quota: Lama, Vicugna e Alpaca. Mentre la colti-vazione delle patate é quella che raggiunze le maggiori altez-ze, arrivando fino ai 4.100m. Appena poco piú giú le specie coltivate si moltiplicano e la valle del Mantaro, la piú amplia del Perú, ove sorge la cittá di Huancayo, con i suoi 3.300 m s.l.m. é un centro agricolo molto rigoglioso. Vi abbondano perfino eucalipti, agavi e fichi d’india, i cui frutti sono vendu-ti a pochi centesimi per la strada, assieme a una quantitá di altra frutta amazzonica quasi sconosciuta altrove. Data la uniformitá del clima nell’anno, in alcuni casi, soprattutto alle quote inferiori, si possono avere due raccolti annuali.
Nelle montagne e nelle valli piú alte, cosí come nel piú profondo della selva amazzonica, vivono ancora i piú vicini discendenti degli antichi indios, ancora con una struttura sociale che rispecchia molto la discendenza. Quasi tutto il campo é sfruttato fino alle estreme quote. Piú in basso predomina la attivitá agricola, con una grande varietá di pi-ante, che, guadagnando quota si vanno riducendo, rima-nendo alla fine solo le patate. Piú in quota prevale l’attivitá pastorizia estensiva, con grande abbondanza di vacche, pecore e piú in alto i vari cammellidi. Cosí che i nuclei dei centri abitati sono molto piccoli, spesso limitati quasi alla sola piazza del paese, mentre abbondano le case sparse nella campagna e le capanne di pietra e paglia nelle zone di pascolo.
La organizzazione sociale mantiene evidenti discendenze della antica sturttura. Qui non si parla di comuni, ma di “Comunità”, con a capo il “Presidente” della Comunità ed i consiglieri, eletti dalla assemblea del popolo, che si riunisce ogni volta che sia necessario. La giustizia, a parte quella dello Stato (spesso con molti punti deboli), viene amministrata del Presidente e Consiglieri, che godono di grande rispetto.

Il piccolo bar-negozio di alimentari (fanno anche da mangiare) ove abitualmente mi appoggio quando mi trovo in Yana-cancha (Questo é il nome della localitá) molto spesso é aperto, ma nessuno si trova a servire. Senza problema alcuno mi posso autoservire e poi comunicare quanto prelevato od io stesso annotarlo nel quaderno del conto, pagando il tutto una o due volte al mese. Le donne godono di un grande rispetto nella societá e spesso sono loro che conducono la attivitá economica, mentre spesso pultroppo abbonda un po' troppo il consumo di birra. In questo ambiente andino la mineria gode di grandi potenziali e facilmente entra a far parte delle attivitá tradizionali, anche se molte volte condotta in forma artigianale, pur non mancando le grandi miniere.

Tutto il territorio di Ya-nacancha e dei compren-sori vicini é geologica-mente costituito da rocce carbonatiche che in vaste aree si presentano come travertino. Per decine di chilometri in tutti i sensi affiorano giacimenti in eccellenti condizioni e con materiale che raggi-unge la piú alta qualitá. Cosí che da una decina di anni circa iniziarono a svilupparsi varie cave, orientando la sttivitá piú alla esportazione che al consumo locsle. La mineria classica, con tradizioni piú antiche, é esercitata in forma artigianale, ma anche da grandi societá, quelle que giustificarono ormai piú di cento anni fa, la costruzione da parte degli inglesi del treno piú alto del mondo. A contatto con il travertino esistono piccole miniere di carbone e di gesso e nei dintorni abbondano le concessioni per estrazione di metalli che rag-giungono localitá fino a 5.000 m di quota. utilizzando sistemi ed attrezzature moderne. Praticamente tutte le macchine specifiche per le cave sono italiane; macchine per il taglio con il filo diaman-tato, colonne di perforazione, cilindri idraulici di grande po-tenza, ecc., come pure, tutte le macchine degli impianti di ela-borazione del prodotto finale ubicati nella maggioranza a Lima, Grazie a questa rinomata tradizione italiana, chi strive, italiano, geologo specializzato nel settore, attualmente si trova alla direzione di una di queste cave e contribuisce al aggior-namento della tecnologia, anche con attivitá didattica

Mentre la tradizionale attivitá pastorale contribuiva a mante-nere un grande isolamento, la mineria sta contribuendo a col-legare progressivamente al mondo questi popoli isolati. Si migliorano strade, si attivano ripetitori di cellulari al fine que la linea arrivi anche in queste zone. Le stesse imprese, local-mente considerate dalla popola-zione, come “grandi” e certamen-te come molto importanti, a parte di essere una importantissima fonte di lavoro locale (ove un operaio con circa 150 dollari al mese e rimane contento), mettono nel proprio bilancio alcuni regali che si fanno alla Comunitá. É necessario rispettare le tradizioni della struttura sociale locale, che alla fine é quella che ha potere di mettere l’ultima voce sulla appro-vazione o meno della attivitá e che continua a mantenere una linea di condotta che rispecchia i principi delle antiche tradizioni. Cosi che tra i regali periodici alla comunitá, si possono menzionare, televisori satellitali, premi per le gare che fanno parte delle feste locali, contributi per miglioramento di strade, attrezzature scolastiche, ecc. Quasi mai si viaggia soli in auto o camionetta, perché anche solo il potere approfittare di un passaggio, il piú delle volte risulta di per sé solo, un grande aiuto

La Puya é una delle piante piú straordinarie del pianeta. Antichissima é consi-derata un fossile vivente. In pericolo di estinzione é protetta e rispettata. Vive solo in alcuni versanti pietrosi di valli interne delle Ande centrali, mai al di sotto dei 3.800 m, contrastando con la povera vegetazione dell’ambiente. Nei suoi 80-100 anni di vita cresce fino a 4 metri di altezza ed alla fine fa una unica inflo--rescenza che é la piú grande del mondo, superando i 12m di altezza. Con molte migliaia di fiori, e milioni di semi. Dura circa un anno, durante il quale la pianta le trasmette tutta l’energia accumulata nella sua vita, con un processo che é come una specie di auto combustione, e cosí muore.

di Sergio Cucchiara (Uruguay)


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ultimo aggiornamento 26/12/2016