H O M E P A G E

Viaggio in Spagna

Tapas a Saragozza
Era un pò che curiosavo su internet e mi sono costruito uno itinerario particolare nella Spagna del nord, però ci sono arrivato dopo tre influenze in tre mesi e un sorprendente lunedì al pronto soccorso, seguito da una settimana di antidolorifici per fronteggiare i dolori della spalla sinistra, saranno anche i cinquant'anni!! Malgrado due notti insonni alle sette in punto parto da Tabiano e smollo la mia fantastica auto al Ciao Parking di Bergamo quindi in navetta a Orio da dove con un rapido e indolore volo RyanAir arrivo a Saragozza. Tra i passeggeri riconosco qualche camminatore che si cimenterà con il famoso e organizzatissimo Cammino di Santiago, Ma non è nemmeno entusiasmante sentire per radio che un aereo con più di duecento passeggeri è scomparso sull'oceano proprio oggi tra il Vietnam e la Cina, un solo italiano tra le probabili vittime, notizia poi smentita perchè fortunatamente gli avevano appena rubato il passaporto, no comment!! Due passi per il centro di Saragozza che di primo acchito non mi entusiasma se non fosse per il favoloso quartiere El Tubo dove prima fotografo tutti i murales possibili immaginabili e poi sfrutto per approfondire le mie conoscenze in tapas, scelgo un bar con una favolosa cameriera mulatta ma alla fine i complimenti li faccio anche al cuoco che tra una birra e l'altra sforna delle meravigliose tapas, eccelle il solomillo caramellato, quindi mi trasferisco in un'altra zona e con un bel bicchiere di tinto mi mangio una signora tostata di baccalà. C'è un sacco di gente per strada compresi tanti artisti di strada e gruppi di donne con vuvuzelas che festeggiano la loro giornata ufficiale. Si gira clamorosamente in felpa. Sarà un segnale ma il mio alberghetto in pieno centro (Hostal San Jorge) è tutto arredato con fotografie del Ladakh.

Belchite, la cittadina del ricordo
Appena svegliato parto alla ricerca di Avenida Cesaria dove dovrebbe trovarsi una fermata del bus Hilfe per Belchite, ovviamente faccio molta strada in più ma grazie a vari consigli raccolti per strada arrivo alla fermata giusta e parto per l'escursione agognata. Sono cinquanta minuti di colline brulle fino alla cittadina di Belchite, mio obbiettivo è però il pueblo viejo, ovvero la cittadina completamente rasa al suolo dall'esercito di Francisco Franco durante la guerra civile e mai più risistemata, anzi fu deciso di lasciarla così e di costruire poco lontano un nuovo paese. Mi incammino e subito mi perdo in una specie di comune tutta graffitata (che spettacolo!) costruita poco prima quindi giro esteriormente il paesino fino a mezzogiorno, ora della visita guidata che avevo prenotato. E' un'esperienza unica, un ricordo di un episodio terribile che forse Franco volle lasciare per terrorizzare ma che io ritengo esemplare per non dimenticare. Le due gentilissime guide mi consentono molti fuori pista così da documentare alla grande questo luogo. Avevo puntato molto su questa visita e me ne vado decisamente soddisfatto, così entusiasta che sbaglio la fermata a Saragozza e mi butto in un altro interessante trekking cittadino! Mi devo anche ricordare che non è obbligatorio bere una birra per ogni tapa, ma anche ad esempio una birra con tre tapas!! Saragozza oltre ad essere una cittadina decisamente vivibile e ben girabile a piedi, conferma decisamente la sua fama per quanto riguarda l'arte pittorica di strada, oltre che nel Tubo gironzolando senza meta si trovano un sacco di chicche e anche alcuni palazzi completamente graffitati, e tanti i graffiti decisamente belli, soprattutto per un appassionato come me. Il locale consigliato per le tapas purtroppo è chiuso (riproveremo lunedì) e allora provo un locale intravisto ieri dove a prezzo modico offrono un buffet di tapas: 18 euro compreso due birre, i dolci e una quantità inenarrabile di tapas, in dialetto "fighi che magneda!!" Non posso quindi esimermi da un'altra passeggiata per digerire e non c'è di meglio che godersi la tranquilla serata nella bella Piazza della Basilica del Pilar prima di bere l'ultima birra in qualche bar pieno di gente di ogni età e sesso che si gode la partita del Real Madrid. Poi a nanna che da domani c'è da macinare chilometri. Piacevole Saragozza!!

I piccoli paesini del Duero
Dopo la mangiata di ieri sera la notte non è stata facilissima, ma di buon ora mi alzo e dopo un "cafe solo" nel bar di fianco all'hotel parto a piedi verso la fermata del bus che mi porterà alla stazione di Delicias, ritiro velocemente la macchina noleggiata e in pochi minuti, sorprendentemente senza sbagliare strada, imbocco l'autovia che in meno di due ore mi porta gratuitamente a Medinaceli. Un vecchio borgo che si gira in pace e con vari angoli interessanti, oltre ad un ufficio del turismo con gentilissima signora che mi illustra tutte le bellezze della provincia di Soria. Prima di partire assaggio i ciccioli locali, i torrentillos, che il barista mi impacchetta sgridato dalla moglie ma la ringrazio dicendo che "no escapan"!! Malgrado le mappe che mi sono stampato non mi nego qualche sosta a chiedere informazioni a qualche anziano contadino del posto, è sempre un piacere. Prima di Almazan devio a visitare La Mimosa, un pueblo minuscolo e abbandonato poi mi dirigo verso la favolosa Berlanga de Duero, una fortezza immensa che vince nettamente il confronto con Gormaz. Molto carino anche il Borgo de Osma, dove i due anziani presenti nel piccolo caffè locale mi fanno i complimenti per l'itinerario seguito nella giornata e manca ancora il meglio: Calatanazor. Un piccolo paesino medievale abbarbicato su un dirupo e completamente originale, ci vivono una ventina di persone salvo turisti alla domenica. Cerco di comprare del formaggio ma "Caballero no es domingo!" e allora faccio amicizia con un'anziana signora che si vanta di aver recitato in un vecchio film addirittura con Orson Welles, dopodichè seguito da un grosso cane mi addentro nei tradizionale vicoli, si respira il passato e un'insolita pace d'animo. Tornato alla macchina, che è diventata il giaciglio di un gattone rosso mi dirigo a Soria e trovato l'hotel mi incammino per due passi nell'affascinante centro storico. Soria mi stupisce per la belllezza ma anche e soprattutto per la vitalità, un gran passeggio e diversi gruppi che si cimentano con le percussioni. Ottima mangiata al Forno de Helena e poi mi fermo a bere una birretta al Capote, rimango stupefatto dalla clientela al banco; dalla ragazza intellettuale che si legge il quotidiano con birra e tapas al cliente noioso sul vino, dal classico elegante griffato al tipo sulla sedia a rotelle motorizzata che entra ed esce incrociando una mammina con il bambino sul carrozzino e basta un bar con un bel bancone quando poi Soria è grande come Fidenza ma la distrugge in quanto a vita notturna, e parliamo di un lunedì! E tralasciamo sul fatto che se io avessi concluso qualcosa con un decimo delle cameriere con cui ho flirtato nella mia vira sarei uno degli uomini più prolifici della terra!! Tra una cerveza e l'altra mi intorto a parlare con un gruppo di avventori più o meno della mia età, uomini e donne con cui riesco a dialogare con il mio spagnolo e rimangomo stupiti di come ho organizzato il mio quarto giro in terra iberica. Restiamo insieme per un'ora abbondante divertendoci e comunicando, una serata che mi conferma il mio amore per la terra iberica! Tutti invitati ad un tour gastronomico nella campagna emiliana, senza traccia di bunga bunga ma con tanto amore per l'ospitalità, il prosciutto e i ciccioli!!!

Il Cammino di Santiago e l'Atletico Madrid
Di buon ora lascio Soria e mi dirigo a Vinuelas per visitare la laguna negra ma dopo tre tratti di strada sulla neve decido di abbandonare i miei propositi e di fronte a tre caprioli basiti mi invento una manovra nel bosco e riprendo le strade normali tra immensi greggi di pecore. Bellissime rocce mi introducono nel bel paesino di Santo Domingo del Silos da cui vado anche a visitare le piccole ma affascinanti gole della Yecla, un paesaggio ardito tra le gole rocciose che caratterizzano questa stupenda zona. Covarrubias invece non mi entusiasma così seguendo il cammino di Santiago mi dirigo verso Leon e finalmente incontro anche qualche pellegrino a piedi, ogni paesino ha la sua bella e a volte immensa chiesa romanica così come non mancano i castelli templari. Arrivato a Leon parcheggio per chiedere informazioni e scopro di essere a 5 minuti dall'hotel così lascio giù la macchina e inizio a visitare questa bella cittadina con una cattedrale imponente e tante piazzette decisamente suggestive, proprio una bella cittadina. Mi infilo nel barrio Humerio per cercare un locale dove mangiare e vedere anche la partita tra Atletico Madrid e Milan, calcisticamente è un disastro ma almeno faccio amicizia con tutto il bar, come al solito popolato di gente di ogni tipo con tantissime ragazze e anche donne attempate, un classico della vita serale spagnola che ogni volta mi stupisce e mi affascina. Tra gli incontri odierni non posso non citare il pastore che ha invaso un campo da calcio con 300 pecore e la tatuatissima ragazza del bar di Plaza Maior, che in due minuti mi ha fatto una carrellata turistica di tutti gli angoli imperdibili di Leon ma l'Oscar della giornata va ad un signore che offrendo una moneta ad un cantante di strada gli ha detto che la prima volta che lo sente finalmente suonare qualcosa di allegro gli regala il doppio come minimo!!

Pellegrini e le miniere di Las Medullas
Giornata decisamente intensa. Due passi mattutini per Leon a vedere il famoso MUSAC, il colorato museo d'arte moderna poi mi dirigo ad Astorga, tanto pompata quanto deludente se non fosse per il mio primo incontro di questo viaggio con l'architettura di Gaudì. Dopo essermi chiesto se solo in Italia si paga l'autostrada, "finalmente" oggi pago cinque euro per un tratto di 17 km.!! Da Astorga prendo la strada che segue pari pari il Camino di Santiago e incontro pellegrini a piedi ma anche in bicicletta, e attraverso alcuni paesini decisamente affascinanti come Castillo de los Polvizares e Acedo. Effettivamente il Cammino è molto affascinante e organizzatissimo, vuoi mai che un giorno sia così anche la Via Francigena!? Arrivato a Ponferrada faccio il pieno e la ragazza del distributore mi disegna sullo scontrino la strada con ben 9 rotonde per uscire dalla cittadina e prendere per la mia meta Santiago de Penalba, sembra un'opera d'arte moderna, penso proprio che la conserverò inoltre è perfetta e così in poco tempo mi arrampico sulle montagne tra piccoli paesini fino a questo gioiellino, Santiago in parte risistemato ma veramente bellissimo. Camminando per il paese tutto in pietra e legno, in un vicolo mi trovo a due passi da una specie di leone dormiente, invece è naturalmente un cane, ma gigantesco e quindi cambio rotta!! Un signore del posto mi illustra alcune leggende tra cui quella dell'eremo dove l'eremita di turno disturbato dal fiume voleva fermarne il corso, beh un pò noiosino il tipo pensando alla pace che si respira quassù nella Valle del Silencio!! Per strada mi ferma la polizia per un controllo etilico, è la mia seconda volta nella vita e lo supero con scioltezza dopodichè in cambio ottengo qualche informazione stradale e un appassionato augurio di buon viaggio! Ultima tappa è Las Medullas, uno strano territorio di formazioni terrose color marroncino creato dagli scavi dei romani, in pratica una grandissima miniera d'oro ed il paesaggio è favoloso. Mi invento alcune camminate sempre meravigliato dalla bellezza e dal fascino del luogo fino ad entrare a sorpresa in una miniera romana, tutta illuminata, il gioiellino della giornata! Arrivato a Ponferrada e stupito dai tanti graffiti non riesco a trovare la strada dell'hotel e mi organizzo una piccola maratona finchè raggiungo l'obbiettivo e vengo premiato dalla meravigliosa gentilezza del padrone di casa. Abbandonate le tapas mi sto cimentando con le specialità gastronomiche locali, di ieri un'ottima morcilla mentre oggi dopo un bel pulpo alla gallega è stata la volta del piatto tipico locale, il botillo, carne di maiale a go-go. Cucina ottima e prezzi decisamente bassi!! Purtroppo i ristoranti sono quasi vuoti e anche per le taps c'è un bel calo: malgrado la vitalità serale tipica degli spagnoli, la crisi si fa sentire eccome.

Taramundi e lo squaletto di Cudillero
A Ponferrada non mancano i tanti pellegrini camminatori armati di bastone e zaino. Breve sosta a Villafranca quindi abbandono la zona del Bierzo e mi dirigo verso le colline boscose delle Asturie fino a Taramundi dove visito l'abbandonata As Veigas e la risistemata Os Teixtos, due vecchi complessi rurali dotati di mulino ad acqua e tutti costruiti in pietra, un deciso ritorno al passato. E poi finalmente ecco il mare anzi l'oceano, come consigliatomi da un amico mi fermo nella piccola Puerto de La Vega per un pranzetto in una tipica osteria: 15 euro per una zuppa di frutti di mare e un merluzzo alla griglia, più un caffè e due birrette, un prezzo quasi scandaloso! Luarca non mi entusiasma se non fosse per l'affascinante asta del pesce con tanto di schermo digitale e discussioni tra anziani pescatori. Prendo una stradina piena di curve che tra boschi mi conduce prima a Santa Marina in cui trovo il sentiero nascosto che tra mucche, cavalli e pecore mi porta alla splendida spiaggia di Guirua: spettacolare! Quindi a Castaneras dove finalmente con l'aiuto di indicazioni stradali ( vuoi mettere però con l'anziano di Santa Marina che al mio ringraziamento per le indicazioni risponde con "Ma de que!!") arrivo alla Playa de Silencio o Gavieru in cui mi godo un bellissimo tramonto. Quindi a Ovinana devio per l'affascinante faro di Cabo Vidio che tornerò a visitare anche domani. Arrivo infine alla meta, l'ambito e stupendo Cudillero in cui non mancano i giganteschi mastini di Leon (già il nome la dice lunga!!) Trovo un ristorantino con grandi e belle foto di viaggio, dove mi esibisco in un'altra epica mangiata. Mi concedo il famoso curadillo di Cudillero, uno squaletto essiccato e poi cucinato, tipica tradizione del luogo per fronteggiare gli inverni non pescosi. Il cameriere non è convinto dell'ordine perchè lo definisce un cibo molto particolare ma quando sente che a Ponferrada ho apprezzato il botillo, allora cede ed effettivamente ne rimango anche soddisfatto. Dormo in una pensioncina con simpaticissima padrona dal costo decisamente esoso: 20 euro con anche wifi e colazione compresa ... beh parliamone!!

Santuari nelle grotte e spiaggie in aperta campagna
Una passeggiata per Cudillero aiuta certamente a rimettersi in pace con il mondo. Saluto la simpaticissima padrona della Pensione Camarote e scherzo con la vicina fornaia da cui compro una specie di torta farcita con carne che sarà il mio pranzo. Dopo aver goduto del panorama di Cabo Vidio assaggio il sidro a Lastres, non è la mia bevanda preferita ma andava assaggiato e poi al Bodegon di Llanes lo vedo versare nel bicchiere senza guardare da un metro d'altezza senza sprecarne un solo goccio al che torna ad interessarmi! Le cene sono sempre più che sostanziose e iniziano sempre con antipasti a sorpresa compresi nel prezzo; in pratica la birra anche a cena è acompagnata da una tapa, o pincho. Stupendo il tour nei Picos d'Europa iniziato con sosta al ponte romano di Canvas de Onix e proseguito con lo spettacolare santuario della cueva di Covadonga, una chiesetta all'interno di una grotta inserita in un roccione a picco. E malgrado la strada che mette a dura prova le mie vertigini è eccezionale il panorama che si gode dai laghetti in quota sopra a Covadonga. Qui mi esibisco anche in una foto ricordo ad una giovane coppia con un iphone e al primo colpo invece di fotografare loro mi faccio un autoscatto e penso che i due stiano ancora ridendo ... eh le nuove tecnologie!! Scendo al mare e mi gusto alcune splendide spiagge, Almolin, Niembro e infine l'obbiettivo principale della giornata, il monumento naturale senza alcuna indicazione stradale: la Playa de Gulpiyuri, una spiaggia perfetta e meravigliosa all'interno di un campo a 150 metri dal mare. Tramite grotte arriva l'acqua dell'oceano con tanto di onde, un luogo affascinante e spettacolare. E complimenti a me che l'ho trovato! E dopo lo spettacolo del sidro al Bodegon chiedo una mappa alla portiera dell'hotel e me ne vado con un notevole programma spiaggesco per l'indomani.

Llanes e le sue spiagge
Prima giornata di cielo terso dopo una settimana di sole e allora oggi me la prendo comoda. Bella passeggiata per la promenade San Pedro di Llanes fino al molo con i coloratissimi cubos de la memoria. Una volta salito in macchina inizia la giornata delle spiaggie, tutte belle e grazie alle indicazioni di un gentile signore appassionato di Google Map mi butto in stradine nascoste alla ricerca dei famosi bofones. Per goderli appieno ci vorrebbe un bel temporale, infatti questi monumenti naturali sono delle cavità in terreno direi carsico vicino all'oceano, da cui possono uscire sbuffi d'acqua alti anche 15 metri, e comunque avvicinandomi (se il cane del gregge lo permette!) si sente un rumore decisamente minaccioso. C'è gente che cammina ma anche una coppia di sposi intenta a farsi immortalare da una fotografa a bordi di strane biciclette. Mi sposto a Buelas dove mi incammino alla ricerca di un altra spiaggia in mezzo ai campi: playa de Cobijero, che raggiungo estasiato non prima di aver attraversato una mandria di buoi. Spettacolo! Vicino c'è una grotta, vedo un pò di zaini e sento delle voci per cui curioso mi avvicino ad osservarne l'interno. Sorpresa: c'è una troupe cinematografica intenta a filmare una scena con dei cavernicoli. Al mio commento riferito all'attore preistorico "Que bonito!", mi sento rispondere dal regista che effettivamente la mia definizione è "una gran palabra" e tutti scoppiano a ridere. Breve sosta a San Vicente de la Baquera e poi abbandono il mare per spostarmi a Comillas dove ammiro l'immenso palazzo del Sobrellano e un altro gioiellino di Gaudì, il Capricho. Ma il richiamo del mare è forte così concludo la giornata visitando la bella e piccola spiaggia di Santa Justa. Arrivato finalmente a Santillana del Mar, parcheggio ma non riesco a chiudere l'auto, non capisco che cavolata ho fatto, infatti la colpa è della vicina stazione di polizia che disturba ogni onda elettromagnetica esterna a centinaia di metri di distanza, retaggio della guerra con i baschi dell'ETA. Chiacchiero con l'albergatore ed un suo amico stupiti del mio giro fotografico e interessati ad alcuni luoghi, per loro sconosciuti, che promettono di andare a visitare in futuro.

Ritorno al Medioevo
Carina Santillana del Mar che come dice il nome(!) non ha sbocchi sul mare, la visito di buon ora e il suo fascino del passato non è inquinato da frotte di turisti. A 2 chilometri ci sono le famose grotte di Altamira, sono il primo visitatore della giornata però purtroppo oggi non c'è il sorteggio per visitare le grotte originali così mi devo accontentare di visitarne gratuitamente la copia. A Torre de Vega mi perdo clamorosamente e impiego un sacco di tempo a ritrovare la retta via. Alla fine arrivo finalmente alla mia meta, Puentedey, un favoloso paesino medievale costruito su un arco di roccia naturale. Raggiungo poi la bella Frias dove un gruppo di camminatori mi obbliga a fare due chilometri in più per ammirare una bella vecchia chiesetta vicino a delle cascate, Tudera. Entro quindi nei paesi baschi con uno spettacolare paesaggio a base di roccioni e laghetti. Mi ferma ancora la polizia ma dopo un rapido sguardo all'interno dell'abitacolo mi lasciano andare così ho il tempo per raggiungere LaGuardia, un altro paesino medioevale all'interno di mura su uno sperone roccioso circondato da vigneti, così mangio anche qualcosa e ringrazio chi ha inventato le tapas, sempre presenti in qualunque bar. Ho perso molto tempo ma riesco comunque a completare il programma previsto con la visita prima di Puente de la Reina e poi di una piccola affascinante chiesetta templare circondata da un porticato. Arrivato a Olite abbandono finalmente la macchina e a piedi entro nel bel centro storico alla ricerca della mia nuova dimora e del ristorante dove consumare la mia ennesima pantagruelica cena. Così come la benzinaia di Puente de la Reina anche il cameriere del ristorante si rivela un'ottima guida turistica e si spreca in consigli per visitare l'indomani le ambite Bandenas Reales.

I paesini abbandonati della Navarra
Inizio la giornata camminando con molta calma per Olite poi rapido giro a Ujue attorniata da terrazzamenti ricavati dall'uomo per le coltivazioni, è un piccolo interessante paesino medioevale ma non paragonabile a Sos del Rey Catolico, una vera meraviglia di paese abitato da poche anime, con scorci favolosi e con una chiesa meravigliosa. Poche volte mi sono concesso visite alle chiese in questo viaggio ma la iglesia di Sos appartenente al tardo romanico è incantevole. Intanto ha anch'essa un santo senza testa, San Lamberto, e un organo barocco a dir poco eccezionale, parlo con il custode e a sorpresa compro anche il libro fotografico della chiesa poi mi avventuro nella cripta attraverso una ripidissima scala a chiocciola in pietra, arrivato da basso lo spettacolo degli affreschi fa restare senza parole. Abbandono Sos per una strada secondaria in cerca di un paesino abbandonato, giro un pò a vuoto per un bosco poi in lontananza vedo una torre medioevale, decido di andare fino a lì e poi tornare indietro, e invece sospresa è proprio quello che cercavo: Ruesta, ed è favoloso. Arriva un cane che abbaia e la padrona lo richiama così nell'unica casa risistemata trovo un baretto, mentre prendo dell'acqua faccio amicizia con la coppia di gestori. Ci tengono a sottolineare che il pueblo non è stato abbandonato ma espropriato e lasciato andare dalla mafia politica così come altri due stupendi paesini di cui mi indicano la strada. Sono indeciso perchè il tempo è poco ma le loro parole mi convincono così arrivo prima a Esco e poi a Tiermas che perà ammiro solo da lontano, effettivamente sono due gioiellini e sono felicissimo di aver prolungato il percorso. Però poi trovo chiusa la strada che dovevo fare e comunque non mi perdo d'animo e per le 17.30 dopo vari incontri per strada sempre seguiti da ottimi consigli arrivo all'entrata del parco delle Bandenas Reales. Colline e formazioni rocciose affascinanti che circondano però il poligono da tiro dei caccia spagnoli, mi ferma anche un ranger che oltre a indicarmi i posti più belli mi dice che per regolamento devo uscire un'ora prima del buio e sorprendentemente ce la faccio così come a sorpresa alle 20 in punto sono alla stazione Delicias di Saragozza dove consegno l'auto che mi ha condotto per questo stupendo giro di otto giorni tra piccoli pueblos e meraviglie della natura. Riprendo alloggio al solito Hostal San Jorge e finalmente riesco a provare le tapas de la Republica de las comidas, un bar consigliatomi sul blog assolutamente da visitare sia per l'originalità dell'arredamento che per la qualità e il prezzo del cibo. Ultimo giro notturno nell'affascinante piazza della basilica del Pilar, mentre una pattuglia di volontari è alle prese con un terzetto di alcoolizzati su una panchina. Bella e umana questa Spagna, che purtroppo condivide alcuni problemi politici ed economici con la nostra Italia.

Ultimo giorno a Saragozza
Piano piano mi incammino lungo l'Ebro fino ad arrivare alla bella zona dell'Expo dove si sprecano le fotografie quindi tappa al palazzo dell'Aljaferia decisamente carino anche se non paragonabile a gioielli come l'Alhambra o la Mesqueta. Mangio qualcosa poi mi incammino verso Calle Maria Agustin dove insieme ad altri italiani prendo il bus per l'aeroporto. Ho parlato venti minuti in spagnolo con una ragazza finchè una parola mi ha tradito e ha scoperto che sono italiano ... lei era di Catania ed era convinta io fossi inglese!! L'aereo Ryanair tarda di un'ora e mezzo e arrivo a casa stanchissimo a notte fonda ... nei prossimi giorni tirerò le conclusioni su quest'ultimo favoloso viaggio in terra iberica.

Conclusioni sconclusionate sul viaggio
Avevo organizzato molto bene questo itinerario tra paesini piccoli o addirittura abbandonati, e luoghi naturalisticamente molto curiosi e devo ammettere che ha nettamente superato le aspettative. Sono partito con un pacco di fogli di itinerari ricavati da ViaMichelin e tante informazioni curiose raccolte su Minube e su altri siti ma molto importante è stato anche il chiacchierare con la gente incontrata per strada che mi ha dato sempre ottime dritte ed ha apprezzato il mio spagnolo da autodidatta. La crisi si sente e tanto anche qui, basta notare che in orario tapas molti bar non sono pieni e gli stessi ristoranti abituati ad orari decisamente tardi chiudono le cucine molto prima che in passato. E' stata la mia quinta volta in Spagna (comprendendo anche le Canarie) e questo paese mi sta entrando sempre più nel cuore, gente sempre cordialissima e disponibile, posti bellissimi, una storia e un patrimonio culturale decisamente competitivi, nonchè prezzi bassi, strade ottime con validissima organizzazione turistica per concludere con gastronomia spettacolare. A parte il ritardo nel volo di ritorno direi ottimale il volo Ryanair, 1h 30' per arrivare nella vivibilissima ed accogliente Saragozza, che sicuramente potrà essere sfruttata per altri itinerari , ad esempio nei Paesi baschi o verso sud con altri interessanti paesini e l'ambita zona di Cuenca. Guidare in Spagna è piacevolissimo, strade sempre ben tenute e decisamente poca aggressività al volante confronto all'Italia, ad esempio appena un pedone si avvicina alle striscie pedonali le auto si fermano quasi automaticamente! . Bellissimi quasi tutti i paesini visitati, un pò deludente Covarrubias molto reclamizzato da alcune agenzie ma assolutamente inferiore rispetto ad altri pueblos come Calatanazor, per citarne solo uno. A livello naturale tante le eccellenze, tra cui spiccano Las Medullas, le piccole ma affascinanti garganta de la Yecla e le eccezionali spiagge di campagna. Insomma un signor viaggio ed un bellissimo itinerario inventato.

Link utili :
Pueblos deshabitados
Hostal Guzman el Bueno
Hosteria Miguel Angel

Itinerario di viaggio in Spagna

Galleria Fotografica sulla Spagna

Galleria Fotografica su Belchite


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ultimo aggiornamento 20/10/2021