H O M E P A G E

Viaggio in Tanzania

Serengeti

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Itinerario (11 giugno 1995 - 25 giugno 1995)

11/6 Italia - Nairobi
12/6 Nairobi - Namanga - Arusha
13/6 Arusha - Tarangine - Mtowambu
14/6 Mtowambu - Lago Manyara - Ngorongoro
15/6 NgoroNgoro
16/6 NgoroNgoro - Seronera (Serengeti)
17/6 Seronera - Lobo (Serengeti)
18/6 Lobo - Lago Natron
19/6 Lago Natron - Mtowambu - Arusha
20/6 Arusha - Marangu - Mandara Hut, il primo rifugio nell'ascensione verso il Kilimanjaro
21/6 Mandara Hut - Marangu
22/6 Marangu - Moshi - Dar Er Salaam - Kunduchy
23/6 Kunduchy
24/6 Kunduchy - Dar Er Salaam - Italia

risposta a una domanda sulla Tanzania pubblicata sul newgroup it.hobby.viaggi
allergia in Tanzania, un aneddoto raccontato su it.hobby.viaggi

Alcune curiosità pratiche:
differenza oraria = + 2 ore in inverno , + 1 ora in estate (ora legale in Italia)
durata del giorno = 12 ore circa tutto l'anno
stagione migliore è la stagione secca, da giugno a settembre-ottobre
Verso fine maggio-inizio giugno avviene la grande migrazione degli gnu nel Serengeti.


9 settembre 1999 it.hobby.viaggi

Ciao a tutti mi chiamo Massimo e a febbraio pensavo di andare in Tanzania con Avventure nel Mondo. C'è qualcuno che è già stato in vacanza con questa compagnia 'alternativa' e può darmi le sue impressioni? Grazie

Come da richiesta provo a raccontarti brevemente la mia esperienza in questo viaggio. Sono andato in Tanzania nel giugno '95 come coordinatore di Avventure. E' un viaggio in cui è previsto l'utilizzo delle tende , e conseguentemente spesso pranzi e cene al sacco. Tra l'altro è anche uno dei viaggi più collaudati di Avventure nel Mondo. Mi sono trovato un gruppo di 20 persone, panico iniziale , però si è poi dimostrato essere un gran gruppo. Viaggiando liberi da prenotazioni sono capitati diversi ottimi imprevisti, ed il viaggio è stato abbastanza diverso dal solito. Arrivati a Nairobi, abbiamo affittato un pulmino che ci ha trasportato fino ad Arusha. Ad Arusha ho contattato l'agenzia corrispondente, ed ho trattato l'itinerario (come già concordato con tutto il gruppo!) così da noleggiare le jeep per i giorni giusti. Prima grande sorpresa: malgrado fosse un momento ottimale per visitare i parchi, c'era la migrazione dal Serengeti al Masai Mara, c'erano pochissimi turisti. Visto che a pochi del gruppo interessava realmente dormire nelle tende, mi hanno chiesto di vedere se trovavo dei prezzi buoni nei lodge di lusso. Beh con il potere che mi dava la quantità di gente che portavo, sono riuscito a convincere il padrone dei Lodge ad ospitare tutto il gruppo con gli stessi prezzi dei campeggi non custoditi. Ci siamo senz'altro persi l'esperienza di dormire nella savana ascoltando il rumore notturno degli animali, ma a bassissimo prezzo abbiamo fatto un viaggio di lusso. Oltre al safari nei parchi (Tarangire, Lake Manjara , NgoroNgoro e Serengeti) siamo arrivati anche al Lago Natron, dove naturalmente l'unica possibilità d'alloggio erano le nostre tende. Durante il viaggio abbiamo anche visitato alcuni villaggi Masai e Sonjo. Da Arusha ci siamo trasferiti alle falde del Kilimanjaro (!!!) e siamo saliti fino al primo rifugio dove abbiamo dormito, l'indomani alcuni hanno proseguito fin quasi al secondo rifugio per poi scendere a valle. Con un pullman di linea ci siamo trasferiti a Dar er Salaam ed abbiamo trascorso due giorni di ottimo mare a una ventina di chilometri di distanza, quindi mentre in sette sono tornati in Italia, il resto del gruppo ha fatto un'estensione di 7 giorni a Zanzibar, raggiungendola con i traghetti di linea. In conclusione il viaggio è stato magnifico ed il gruppo contentissimo, tant'è che ci siamo riincontrati tutti già tre volte ed ancora adesso sono in contatto con tutti e 19 i partecipanti (alcuni hanno poi viaggiato ancora con Me).
Naturalmente con Avventure ci sono due fattori molto importanti che nessuno ti può garantire, ma sono congeniti nel viaggiare in gruppo. A parte l'organizzazione che è solitamente buona, nessuno ti può garantire di trovare un ottimo coordinatore (seppure la percentuale di trovare persone preparate sia molto alta!!) e soprattutto di trovare un gruppo di gente che ti sia congeniale, ma stai tranquillo che la media dei partecipanti di AnM è molto buona e senz'altro scoprirai qualche nuovo grande amico.
Viaggiando con i gruppi mi sono convinto che in pratica si fanno due viaggi in uno : il primo ovviamente visitando il paese dove vai, il secondo all'interno del gruppo stesso. Considera che parti con gente , con cui fino al giorno prima non avevi niente da spartire e poi ci passi due/tre settimane a stretto contatto di gomito, da qui evidentemente capisci che possono nascere relazioni molto intense.
Avrai senz'altro sentito che molti si lamentano, ma il fatto che i partecipanti di AnM continuino ad aumentare significa che la maggior parte della gente ne è molto soddisfatta, visto che la maggior parte della pubblicità ad Avventure viene fatta dal tam-tam degli stessi partecipanti. Unico bagaglio assolutamente indispensabile per un viaggio è lo spirito di adattamento , non soltanto al mangiare e al dormire ma soprattutto alle diverse personalità che troverai nei tuoi compagni di viaggio.
Io conosco Avventure da 10 anni, e adesso posso sinceramente dire che, a parte tre/quattro amici che mi sopportano da un sacco di tempo, ho conosciuto i miei migliori amici durante i viaggi con AnM.
Quando parlo agli amici sui viaggi consiglio sempre due alternative: o viaggi da solo o ti butti in gruppo di AnM, e certi viaggi da solo sono abbastanza improponibili per le spese e per i trasporti.
Ciao Marco

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10 maggio 2000 it.hobby.viaggi

Dopo una settimana di bellissimo safari per i parchi della Tanzania, durante la migrazione degli animali nel Serengeti, conclusa con la discesa al lago Natron e il polveroso ritorno a Mto Mbu, ci spostiamo a Marangu per fare un breve trekking sulla salita per il Kilimanjaro. Nel pomeriggio camminiamo per tre ore fino a Mandara Hut, il primo rifugio dove ci prepariamo da mangiare, assistiamo ad un altro spettacolare tramonto africano per poi dormire nei comodi letti di questo rifugio "alpino". L'indomani mentre buona parte del gruppo decide di scendere comodamente a valle, in tre ci incamminiamo per fare almeno un pezzo di sentiero fino al secondo rifugio. Quando verso le 16, scesi a valle, arriviamo all'uscita del Parco, un custode mi avvicina dicendomi che hanno chiamato un'ambulanza per portare all'albergo una persona del mio gruppo in preda a delirio. Decisamente preoccupato, mi faccio dare un passaggio da due gentilissimi turisti sudafricani e vado subito a visitare l'ammalato che trovo coricato in un letto in stato d'agitazione perchè convintissimo di avere preso la malaria. Malgrado i sintomi non siano quelli della malaria, lo tranquillizzo dicendogli (che balla!) che conosco un medico bravissimo che lo può visitare immediatamente. Grazie alla disponibilità dell'albergatore rintracciamo un medico che immediatamente arriva in hotel con il suo assistente: la prima impressione suscitata dalle sue parole è ottima, infatti è un medico laureato a Mombasa decisamente professionale e con tanto di kit (non chiedetemi particolari tecnici, please!) per le opportune analisi e anch'egli si trova subito d'accordo con me che difficilmente si tratta di malaria (anche perchè difficilmente si sarebbe manifestata dopo soli 7 giorni di presenza in area a rischio) , unico particolare che mi mette dei dubbi circa l'eventuale reazione del malato è la lebbra secca che devasta il simpatico viso del medico. Non sono capace di descrivere la faccia del malato di fronte a tale vista, comunque si lascia visitare : il parere del medico è che si tratta probabilmente di una forte bronchite ma non è da escludere che il paziente sia affetto da qualche allergia. Malgrado si sia un pò tranquillizzato, il mio compagno di viaggio (che avrebbe dovuto andare una settimana a Zanzibar) l'indomani insiste perchè io gli trovi un biglietto aereo per tornare a casa e farsi visitare da medici come si deve (!!!???) e malgrado debba farsi alcuni scali assurdi il giorno dopo riesco a trovargli un volo da Dar er Salaam così nel giro di 15 ore è a casa.
Passano alcune settimane e squilla il mio telefono : è Massimo, "allora sei andato a fare le visite, cosa ti hanno detto?" "A 33 anni ho scoperto di essere allergico alla polvere!".
E mi è tornato in mente lo sguardo simpatico e disponibilissimo di quel medico di Marangu, Tanzania.
Ciao Marco


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ultimo aggiornamento 26/12/2016