H O M E P A G E

La Vuelta: il giro della Spagna

Parte 2

Sergio Leone e le grotte
Ormai mi sono identificato con il posto e mentre lascio l'ottimo hotel Atrium saluto con "Hallo" invece che con "Ola" o "Adios" quindi mi perdo tra i primi paesi bianchi e le tante serre per dare un'occhiata alle scogliere di Cabo Gata. Tante le scritte sui muri "No Moros"" ma ho il forte sospetto che gli africani siano i benvenuti per essere sfruttati nelle stesse serre, sull'esempio dei campi di pomodoro italiani. Saline e onde poi finalmente le famose miniere di Rodalquilar che però non competono nemmeno con l'ambiente visto ieri. Il caldo è aumentato ma è ancora sopportabile e sono nel deserto di Tabernas alla ricerca delle cittadine western costruite ad hoc per i western all'italiana di Sergio Leone. C'è vento e qualche mulinello di sabbia ma soprattutto la fantastica musica di Ennio Morricone a rendere più che credibile questi luoghi. Anche il ritmo di vita si adegua e alla fine non bevo l'ennesimo caffè perchè l'attesa al bar è oltre ogni limite. Arrivo finalmente a Guadix dove vado a dormire nelle famose grotte e per festeggiare mi tracanno una bottiglia di vino e mi godo il rosso tramonto tra comignoli che sbucano dalla terra. Luogo fiabesco: Sierra Nevada.

La grande duna e la luna piena
Sarà che mi sono bevuto un ottimo gaspacho, sarà che c'è la luna piena che invita ad una passeggiata sulla spiaggia ma stasera sono proprio in forma. Ieri era domenica e ho scoperto che anche i luoghi turistici fanno orario ridotto così non sono riuscito a visitare i dolmen e nemmeno fare il caminito del rey per la gioia delle mie vertigini. In compenso la camminata al torcal di Antequera in mezzo a stranissime formazioni granitiche è stata eccezionale. Il caldo si fa sentire qui in Andalusia ma le passeggiate nei pueblos blancos sono decisamente rinfrescanti. Di buon'ora e senza turisti mi sono presentato a Setenil de las bodegas per ammirare le case costruite nelle grotte sotto grandi roccioni, un paesino da fiaba. Piacevole anche Zahara de la Sierra e Bromos ma anche tutti gli altri paesini che mi sono fermato a fotografare dall'esterno per non parlare dei meravigliosi panorami di montagna lungo la strada per Grazalema, una strada sicuramente molto amata dai motociclisti. Ovviamente c'è anche tempo per jamon e queso prima di arrivare alla spiaggia di Bolonia, ammirare i resti romani di Baelo Claudia e salire sull'immensa duna da cui si domina tutta la splendida baia. Posto fuori dal mondo e ottimo pescado nell'unico ristorantino aperto. Domani lascio il mare e prendo la direzione verso il rientro ma ci sono ancora tanti piccoli posti da esplorare. Bene bene, scritto ciò me ne vado a passeggiare sulla spiaggia!!

Arte contemporanea e roccie
Lascio la sabbia e le rovine romane per una lunga cavalcata: mi alleno per la lunga giornata finale. Mi fermo nella zona mineraria di RioTinto dove ci sono sì colori entusiasmanti per i fotografi ma soprattutto un ambiente assolutamente devastato, interi boschi di alberi carbonizzati intorno a vigneti con cui si cerca di ripristinare leggermente il territorio. E' tutto una cava con resti di acqua lavorativa dovunque. Arrivo quindi a Malpartida de Caceres e già il dialogo con la ragazza delle reception dell'alberghetto mi suggerisce che qui sono fuori! Ne ho la conferma visitando il Museo Vostell, interessantissima arte contemporanea con strano ed originale utilizzo di automobili, televisori ed altri aggeggi; l'artista è sicuramente un pazzo e se ha scelto questo luogo ci sarà pure un motivo. Passeggio per gli affascinanti barruecos, strane formazioni rocciose occupate da tanti nidi di cicogna e che sono state il palcoscenico per il "Trono di spade", almeno così dicono alcuni cartelli dato che io naturalmente non l'ho mai visto. Un'ottima camminata prima di conoscere il cameriere di colore e il cuoco del ristorante che ne combinano di ogni e alla fine decidono di farmi pagare pochissimo per farsi perdonare ... anche se in verità ho riso molto.

Qua naturaleza!
Per stradine montagnose salgo a El Tormo per vedere un monumento alle vittime dimenticate della guerra civile spagnola e della dittatura franchista quindi mi allungo a Grenadilla, paesino abbandonato e ora in parte riabitato e colorato da scolaresche che prendono molto sul serio il loro compito, passeggio tranquillamente tra le antiche mura. Nuova sosta a Candelario tipico paese di montagna dai vicoli stretti e balconati dove mi concedo anche una sosta gastronomica a base di salame e ciccioli iberici. Sono nella sierra de Francia e raggiungo lo strepitoso Meandro del Melero da cui si osserva un fiume fare un perfetto giro a ferro di cavallo con acqua verdissima. Siamo solo in quattro e silenziosissimi a goderci questo spettacolo naturale. Poi comincio a gironzolare per i caratteristici paesini semi abbandonati, cominciando da La Alberca dove faccio anche rifornimanto di formaggi di capra, San Martin de Castanar e il fantastico Mogarraz in cui sulle mura delle case sono appesi i vecchi ritratti degli abitanti, i quali sono orgogliosi di indicare quelli raffiguranti loro da giovani. Un'idea decisamente originale. Tappa d'arrivo è Miranda de Castanar, decisamente disabitata tanto che devo aspettare la padrona della piccola posada in cui dormirò e qui cominciano i problemi con il wi-fi, d'altronde sembra di essere in un'altra epoca.
Una volta ripartito, mi fermo in un parco tematico del quarzo a Los Santos, tra le varie rappresentazioni scultoree spicca un tentativo di riproduzione del cerchio di Stonehenge. Faccio un giro per castelli ma di fronte ad un abbozzo di traffico cedo subito e ne vedo solo due: quello maestoso di Coca e quello piccolo ma affascinante e con tanto di nidi di cicogne a Turegano. A Coca però faccio finalmente una ricca scorta di vino rosso e salami vari, dopodichè dovrò ricordami di non parcheggiare al sole ma oggi con i nuvoloni neri che ci sono non faccio proprio fatica. Finalmente arrivo al parco Hoces de Rio Duraton, uno spettacolo che lascia senza fiato. Il Rio Duraton compie diverse curve perfette dentro altissimi canyon a picco e popolatissimi di avvoltoi. Mi siedo più volte in contemplazione mentre tre avvoltoi planano sulla mia testa finche uno si butta in picchiata e cattura un piccolo serpe. In serata al bar darò anche la versione da pescatore : "Un buitre de ocho metros arribo' planando e a dos metros da migo capturè una sierpe de un metro y media!". Mi dirigo quindi all'Ermita de San Frutos continuando ad ammirare il favoloso paesaggio e camminando per i vari sentieri che mettono a dura prova le mie rinomate vertigini. Dopo quasi due ore decido di andarmene e infatti comincia anche a piovere di brutto così mi dirigo a Pedraza, vecchio paesino costruito su pietroni, un'altra visita stupefacente prima di dedicarmi alla ricerca della mia posada nell'altrettanto bella Sepulveda e scatto le ultime fotografie della giornata. Dove ceno, il padrone è decisamente un cultore delle corride viste le tante foto di toreri e i manifesti di vecchie manifestazioni. Stiamo fino a tardi a chiacchierare dei paesini che si spopolano sia in Spagna che in Italia. .... del wi-fi ancora nemmeno l'ombra.

Verso la fine
Dopo l'eccezionale giornata di ieri comincio a pensare al rientro e decido che oggi recupererò un po' di chilometri dall'itinerario previsto, ma alla fine ovviamente non ci riuscirò. In compenso riesco a prendere la prima multa del viaggio (sperando che non ne arrivino altre a casa!!): dalle parti di Soria mi ferma la polizia e molto gentilmente mi comunica che ho superato il limite di velocità e mi dicono che se pago subito sono 50 euro senza segnalazioni sulla patente e non 100, il tutto molto gentilmente e cordialmente tante che al finale "Gracias e Hola Caballero!" quasi quasi sono contento!! Per cominciare la giornata da dove ero rimasto mi addentro subito nel Canon de Rio Los Lobos con ottimi panorami ma non paragonabili a quelli dei giorni precedenti. Mi sposto in Navarra, addentrandomi nelle già visitate Bandenas Reales e fiancheggiando paesini già visitati anni fa, alla ricerca degli Aguarales di Valpalmas, e dopo anche 5-6 km. di carraia arrivo in questo luogo sperduto dove l'erosione di acqua e vento hanno creato un paesaggio stranissimo ed affascinante. Giro in completa solitudine con un silenzio irreale e la presenza solo di tante formiche e probabilmente di qualche rettile, tanto che se venisse fuori qualcuno farei un signor salto per aria. Che posto strano!! Per strada mi fermo sotto i grandiosi Mallos de Riglos, dei roccioni a strapiombo che faranno contenti gli scalatori, tanto che un belvedere è dedicato a due spagnoli morti sulla montagna maledetta svizzera, l'Eggers. E poi si va su per i Pirenei, tra grandi montagne, foreste, laghi blu e tantissimi villaggi abbandonati e in decadimento. Arrivato ad Ainsa ho una prima pessima impressione poi mi incammino verso la città vecchia ed è spettacolo!! Il paesino molto ristrutturato e preso d'assalto dai turisti del weekend presenta tanti begli angolini e attraenti ristorantini nei vicoletti, ne scelgo uno e mi faccio l'ultima abbuffata del viaggio. E' l'ultima cena spagnola ed ammalio la padrona che mi prende per un portoghese ... ma va!! :-) Qui è decisamente freschino, in vista della calura italiana.

Ultimo trekking e cavalcata finale
Ricomincio a salire e scendere per i fantastici Pirenei e raggiungo Sant Esteve de la Sarca con il Congost de mont-Rebei, posto superlativo e infatti c'è gente. Parto subito per il trekking di due ore che mi porta tra gallerie scavate dentro un canyon sopra ad un fiume blu blu dove fanno kayak. Le mie vertigini sono a dura prova ma ne vale grandemente la pena!! Tra curve e tante soste fotografiche arrivo ad Aramunt dove cerco il vecchio paesino tra le muraglia cadenti, prendo una carraia poco battuta finchè arrivo tra i sentieri della guerra civile, e decido che ho decisamente sbagliato strada, alla fine arrivo sotto ai ruderi posizionati su una collina in mezzo ad una foresta. Sono decisamente in Catalogna, e un ragazzo simpaticissimo me lo fa più volte notare, qui ci tengono veramente tantissimo, ogni paesino è pieno di bandiere e scritte inneggianti all'indipendenza. Sconfino in Andorra, sembra tutto un centro commerciale. Due passi nella carino Ordino dove compro formaggio e birre artigianali quindi sbagliando strada alla grande arrivo in Francia e decido di continuare in notturna per l'Italia. Sarà un viaggio lungo e molto faticoso, crollo solo quando sono in Liguria e mi fermo a dormire meno di un'oretta in auto prima di riprendere la strada per Fidenza. Un viaggio meraviglioso con tanti incontri indimenticabili ed un sfottio di foto da sistemare. Hasta luego!!!!


Prima parte

Itinerario del giro di Spagna


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ultimo aggiornamento 25/06/2019