H O M E P A G E

La Vuelta: il giro della Spagna

900 chilometri
Partenza alle 7.30 con due pezzi di focaccia ripieni di fiocchetto preparati alla Colombaia, la mia osteria di riferimento, di cui il primo svanisce inghiottito dopo nemmeno un'ora di viaggio! Fioccano le prime domande, oltre alla classica "ho preso su tutto quello che mi serve?" anche la nuovissima "ho preso la pastiglia per la pressione?". Prima fila per tamponamento in galleria sugli Appennini (già non amo le gallerie poi starci fermo in fila!!) e prime incomprensioni con il navigatore che vorrebbe farmi prendere un traghetto!! Prima sosta dopo 304 km. e circa tre ore di viaggio, in autogrill per caffè e lavaggio faccia, sgranchisco gambe e testa. Più impegnativo il tratto francese con file sotto i tunnel e soprattutto dove si pagano i pedaggi, e ci vuole la moneta: al quarto colpo ci resto dentro anch'io, non ho in moneta i 3 euro e 10 e dopo varie clacsonate mi viene incontro una gran bella ragazza da dietro che mi cambia 5 euro in moneta, un vero angelo, in tutti i sensi! ... e mi salva da un probabilissimo linciaggio. Merci beaucoup!!
Scopro che ci sono i campionati mondiali di calcio femminile. E dopo altre 3 ore e solo 200 km. opto per una seconda sosta di caffè e relax. La terza sosta è dopo 750 km., è anche ora di fare il pieno (soprattutto in vista dei prossimi giorni). Sono ancora in Francia ma già sento parlare in catalano. Sono abbastanza stanco ma devo tenere duro, c'è ancora un bel pezzetto di strada da fare per Portbou. Ed il finale è un vero e proprio premio: paesaggi spettacolari con vigneti che arrivano fino al mare, la vecchia frontiera tutta graffitata e infine la piccola affascinante Portbou. Mi ero dimenticato che c'era morto il grande Walter Benjamin e a lui è dedicato un monumento al mirador da cui si ammira tutta la baia. Comincio a divertirmi chiedendo informazioni in spagnolo.
Ad un certo punto mi viene una gran voglia di fare la cacca, appurato che ho i fazzoletti carta, vado dietro a dei cespugli vicino ad un cimitero ma mi fermo perchè sento delle voci, faccio per tornare indietro interdetto ma riconosco la voce di una ragazza che sospira "Asì Asì" quindi stabilisco che sono in due e bene impegnati quindi mi dedico al bisogno con nonchalance e senza disturbare ne essere disturbato!!
Mangio sulla spiaggia pesce fritto e sardine ben bagnate con birra e concludo la giornata ascoltando i vecchi stupendi brani di Joe Cocker mischiati al suono delle onde. Se il buongiorno si vede dal mattino ....

Catalogna
Ben riposato riparto tra panorami marittimi favolosi e dopo aver superato la piccola Colera salgo fino a circa 1000 metri di altitudine per lo spettacolare monastero di San Pierre de Rodes, mentre scendo a valle incontro un sacco di ciclisti alle prese con la salita. Anche oggi mi diverto a chiedere informazioni ma una volta ridendo mi viene anche risposto che esiste Google Maps ... ma vuoi mettere!! Sono in Catalogna e non mancano scritte, disegni, murales, bandiere sui balconi, cartelli politici :"Tiene solo una sentencia ... indipendencia!!"
Gironzolo un po' per la zona vulcanica della Garrotxa e mi fermo a visitare la spettacolare Castelfollit de la Roca costruita su uno strapiombo di basalto. Nel vecchio paesino va in scena la festa del paese con statue giganti e bambini con maschere immense. A San Joan de la Fonts visito per primo il vecchio monastero quindi trasformo l'allegro esterno di un bar nel mio personale ufficio turistico, dopodichè raggiungo la vecchia chiesa e le fonti d'acqua che hanno dato nome al paese stesso. Sosta finale al paesino di Santa Pau dal bellissimo centro storico con caratteristici portici ad arco.
Arrivo nel primo pomeriggio a Palamos e in taxi raggiungo Calella de Palafrugell da cui mi incammino per gli 11 km. del cami de ronda, che purtroppo è percorribile solo a brevi tratti per cui spesso cammino nel fitto bosco insieme ad altre decine di camminatori. In serata ceno a base di calamari alla griglia nel ristorantino consigliatomi dall'albergatore, mangio bene e si forma anche una discreta fila in attesa, a dimostrazione dell'ottima scelta. Bella giornata e gambe a pezzettini!!

Monasteri e graffiti
Ottima e abbondante colazione: mi servirà anche da pranzo! Mentre pago il conto mi diverto con il padrone a tradurre dal catalano all'italiano la frase "non si dimentichi di consegnare la chiave della sua camera" e arrivato al parcheggio mi accorgo di averla ancora in tasca e torno indietro: No, va bè!!
Entro nel parco del Montserrat e comincio a salire di quota tra paesaggi mozzafiato, grandi massi di granito dalle forme più diverse, un paradiso per gli arrampicatori. C'è molto traffico nei pressi del monastero così lascio la macchina vicino ad un complesso abbandonato e mi incammino per 3 chilometri fino al famoso luogo di culto strapieno di turisti. Due signori di HongKong mi chiedono una foto e ne approfitto per farmene una anch'io, poi gironzolo velocemente e me ne ritorno all'auto più attratto dal paesaggio che dal pellegrinaggio. Mi fermo poi ad un'abbazia semi distrutta e finalmente arrivo a Guimerà, meraviglioso paesino abbarbicato su una collina e con viuzze strette, pochissimi gli abitanti rimasti ma un grandissimo fascino.
Tappa privilegiata della giornata è Penelles che mi accoglie in anticipo con alcune case di campagna che presentano grandi e favolosi graffiti. In centro conoscerò una ragazza che ha studiato a Macerata e gestisce l'ufficio informazioni, mi racconta che sono ormai tre anni che i migliori graffitari vengono a maggio a dipingere ed effettivamente i graffiti sono tanti e di livello molto alto. Tra gli italiani spicca TVBoy con l'abbraccio pacifista tra Trump e Kim Ho Jung, ci sarebbe anche un graffiti su Greta Thurnberg ma è in una casa privata e non riesco a trovarla malgrado la disponibilità della ragazza "maceratese" a farmici andare.
Arrivo quindi a Balaguer e lascio la macchina vicino all'Ebro sperando che stanotte non faccia scherzi. Ho clamorosamente scoperto che anche in Spagna va molto di moda la canzone "Soldi" di Mahmood!!

Guerra civile e non solo
Cominciamo dalla fine giornata. A sera tarda stanchissimo uno vorrebbe fare una semplice doccia e invece si trova a che fare con una apparecchiatura spaziale con acqua che esce da tutte le parte tranne che da dove dovrebbe, per cui si piega e in qualche modo si lava dimenticandosi la parte di relax che invece dovrebbe essere la caratteristica fondamentale di questo impianto.
La giornata è iniziata sotto la pioggia ed ora ho acceso il riscaldamento in vista di una temperatura molto vicino allo zero. Con venti minuti di anticipo sull'apertura arrivo a Poble Vell di Corbera d'Ebre e visito i resti di questa cittadina distrutta dall'aviazione franco-fascista-nazista durante la grande battaglia dell'Ebro ai tempi della guerra civile. Gironzolo in solitaria e all'uscita trovo la biglietteria aperta così faccio un'offerta e me ne vado a visitare anche la chiesa fermandomi a chiacchierare sull'importanza della memoria soprattutto in questo periodo di revisionismo storico. Nel biglietto è compreso anche un bicchiere di vino e non me lo faccio certo mancare, così visito anche la cooperativa vinicola prima di trasferirmi alla vicina Gandesa per visitare anche il museo, in cui ben si capisce in quali condizioni combattevano i repubblicani.
Dopo un bel tratto di strada arrivo a Fanzara , altro eccellente paesino pieno zeppo di graffiti e dopo un bel giro a piedi torno in auto e prendo la tortuosa strada verso Teruel. Paesaggi magnifici, con laghi, roccioni e tanti paesini più o meno abbandonati abbarbicati sulle colline. La meta finale è la magnifica Albarracin, paesino rossiccio anch'esso abbarbicato su una collina e con in cima una lunga e antica muraglia. Cammino tra gli stretti e silenziosi viottoli con palazzi storici, ad ogni raro incontro con altri turisti ci si saluta con il fiatone ed un sorriso! Proprio bello !! Ottima cena proprio sotto la Posada del Rodeno dove dormo, il ristorantino è ottimamente gestito da dei ragazzi che cucinano molto bene mentre la cameriera si diletta a cantare Whitney Houston!! E' ora di andare a dormire, domani faccio 56 anni!!

Buon compleanno a me!
Mi sveglio di buon ora e parto alle 8 tra gli spettacolari paesaggi rocciosi della Serrania de Cuenca, subito tante foto e dopo un'ora e trenta anchè un caffè prima di sostare alla laguna de Una e prendere la strada per la Ciudad encantada di Cuenca che raggiungo alle 10 appena aperta e senza turisti. Una bella passeggiata di circa un'ora in solitaria tra strane formazioni granitiche delle più disparate forme, tutte battezzate in modo "leggendario", me la godo proprio e negli ultimi cento metri incontro carovane di turisti schiamazzanti, mi è andata bene per un pelo!! Altra bella sosta alla ventana del diablo, dove aperture nella roccia permettono strabilianti visioni del panorama roccioso e del fiume sottostante. Mi dirigo quindi a Buendia dove a sorpresa trovo l'ufficio turistico con un aitante ragazzo di oltre 100 chili che mi spiega la strada e mi fornisce una cartina per raggiungere la ruta de las caras, un percorso a piedi di un'oretta vicino ad uno splendido lago azzurro turchese in cui si possono ammirare rocce scolpite da vari artisti, un'altra affascinante camminata. Faccio benzina e raggiungo Driebes in cui sono sparsi vari graffiti tutti ispirati alle mitologiche origini romaniche del paesino, così come mi spiega un sorridente barista e finchè non trovo le prime opere penso ad uno scherzo. Meta finale è Chinchon un piccolo pueblo (paesino) che come tutti ha le strade in salita (!!) , uno strano castello ed un affascinante piazza tutta balconata e purtroppo molto in ristrutturazione dove mi fermo a cenare con mixto de manchego (una specie di peperonata che da noi si chiamerebbe "vecia"!) ed una salsiccia. Un altra bella giornata in attesa di seguire i passi di Don Chisciotte e intento a rispondere ai tanti auguri ricevuti.

La giornata di Don Chisciotte
Mi alzo con calma, la casa rural è decisamente silenziosa, non c'è nessuno, solo un corriere all'esterno che aspetta! Bevo un caffè per strada e mi fermo un'oretta a visitare il parco archeologico di Segobriga, i resti di un'antica città romana in cui spiccano teatro e anfiteatro, oltre al simpatico signore che sta verniciando le transenne. In un paesino due signore mi chiedono un'informazione e rimangono basite quando scoprono che sono italiano, segno che mi mimetizzo bene. Comincio ad incontrare mulini a vento, i primi a Belmonte dove giro attorno al famoso castello quindi un bel gruppo di mulini a Mota del Cuervo. Comincio a pensare che non sono mulini a vento ma giganti e li sgomino tutti ... mi sono un po' fatto prendere, in effetti qui tutto ricorda Don Chisciotte, Sancho Panza e Dulcinea ed infatti mi fermo anche ad El Toboso. Devio un attimo per vedere un po' di graffiti sul tema comics a El Provencio prima di fermarmi a Campo di Criptana e a Consuegra dove i mulini sono piazzati attorno ad un'affascinante fortezza. Prendo quindi la strada per Almagro e mi fiondo nell'hotel ma la carinissima ragazza della reception ride dicendomi che il suo è un hostal con lo stesso nome dell'hotel che ho prenotato io e che si trova a soli 50 metri di distanza. Due passi per il paese fino a scoprire la bella piazza balconata che ricorda quella di Chinchon se non fosse che questa è rettagolare e l'altra era rotonda. Il famoso teatro delle commedie è chiuso quindi vado a cenare e sperimento due piatti mancheghi, il primo un superlativo carciofo caramellato il seconda una porzione immensa di carne di maiale in olio. Sono proprio stanco ed è ora di buttarmi a letto, la temperatura è decisamente salita fino a toccare i 28 gradi.

Miniere d'oro abbandonate e altre amenità
Altra doccia spaziale e altri piegamenti alla ricerca di un meritato relax. Oggi mi sono fatto più di 500 chilometri, con breve sosta per panino al prosciuto iberico. La prima vera sosta la faccio al barrio di San Isidro, un vecchio quartiere periferico di Orihuela con tantissimi murales tutti dedicati alla memoria del drammaturgo Miguel Hernandez, considerato uno dei più grandi scrittori spagnoli e morto in una prigione franchista a soli 31 anni.
Il caldo è aumentato ma non mi scoraggia, e mi fermo a Mazarron per visitare le vecchie miniere d'oro, incontro subito due ragazzi che se ne vanno e raccolgo qualche informazione, in particolare mi rinfranca che tutti i profondissimi pozzi sono segnalati. Giro da solo in un ambiente coloratissimo ed affascinante, e prendo un signor spaghetto quando all'improvviso mi compare davanti dal nulla un fuoristrada che non avevo sentito arrivare, superato il patema continuo tranquillamente a macinare foto, dopo meno di due ore esco e ricambio con informazioni ad un fotografo seguito a distanza dalla moglie.
In hotel consegno i documenti e la ragazza rimane allibita dalle condizioni della mia carta d'identità: ci ridiamo sopra poi mi dà un po' di informazioni per visitare l'indomani la zona dell'Almeria, da dove proviene. Piccolo ma bello il risultato dell'erosione che si può ammirare in alcune strane roccie vicino alla spiaggia di Bolnuevo. Qui c'è pieno di inglesi e tutti i ristoranti propongono ottimi fish and chips. Metto al fresco l'acqua in vista del caldone di domani.


Seconda parte

Itinerario e immagini del giro di Spagna


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ultimo aggiornamento 28/07/2019